Bellezza e audacia le armi vincenti per il distretto calzaturiero

Il manifesto su dove andrà il distretto della scarpa di San Mauro Pascoli lo detta lo stilista Giuseppe Zanotti: «La bellezza ci salverà». Il riferimento è ai piedi, quelli che Osvaldo Soriano faceva pensare, quelli che i calzaturieri di San Mauro rendono unici per le donne con le loro creazioni. «Nel nostro distretto esiste una genetica sammaurese che tutti ci riconoscono: una mano leggera nel disegno, una inventiva unica, l’uso di materiali di livello. Chi disegna una scarpa deve pensare prima di tutto alla donna che la indossa, la sua pettinatura, come veste, i luoghi che frequenta, la musica che ascolta. La scarpa è un universo».

Prove di Fashion Valley a San Mauro Pascoli, dove è andato in scena un confronto tra tre big del calzaturiero mondiale. Oltre allo stilista Zanotti, il numero uno della Sergio Rossi, Riccardo Sciutto, e l’amministratore delegato di Pollini, Marco Piazzi.

La platea era di quelle che lasciano ben sperare: un ricco parterre di giovani nell’epilogo del concorso internazionale per giovani stilisti “Un talento per la scarpa”, promosso da Sammuroindustria. Luogo dell’evento: Villa Torlonia, che in futuro ospiterà la scuola internazionale del Cercal.

«Quando si è giovani c’è tanta voglia creativa, ma poca tecnica – ha proseguito lo stilista delle star – Per fare una buona scarpa sono entrambe importanti. Imparare da una brava orlatrice, un tagliatore, un modellista è centrale: è dai fondamentali che si parte sempre. Ai giovani auguro di sbattere la testa, perché sono momenti fondamentali per la crescita».

Riccardo Sciutto, sempre rivolgendosi ai giovani, scomoda un’altra parola: «Siate audaci, osate e non abbiate paura di sbagliare. Creatività e talento sono importanti ma devono essere accompagnati da fatica e sacrificio. Oggi il mercato è più difficile rispetto a un tempo, tuttavia le opportunità sono maggiori. Le nostre aziende sono sempre alla ricerca di talenti. Tanto più in un distretto come quello di San Mauro Pascoli destinato a produrre meno ma a un prezzo alto. Un po’ come fa la Ferrari: non aumenta il numero di auto ma alza i prezzi perché fa prodotti unici che fanno segnare».

Sullo stretto legame con il territorio ha posto l’accento Marco Piazzi. «Si fa presto a delocalizzare: si prende un pezzo di produzione e si va in posti lontani dove i costi sono più bassi. Chi fa questo, però, non pensa alle conseguenze, come l’impoverimento del territorio e soprattutto la perdita di un know-how di conoscenze che impoverisce il prodotto. Ecco perché ritengo centrale la formazione, per affascinare i giovani a un lavoro che può dare tante soddisfazioni a tutti livelli produttivi. Ecco perché sosteniamo il concorso di Sammauroindustria: perché interpella i giovani su un tema specifico, un po’ come avviene in azienda quando la creatività deve essere al servizio di una collezione». Il tema dell’ultima edizione di “Un talento per la scarpa” era Dante Alighieri. Hanno partecipato in 66 da tutto il mondo, ha vinto Giulia Meniconi in provincia di Lecco. «Ci avevo provato otto anni fa mi era andata male – ha detto – Ci ho riprovato ed eccomi a cullare un sogno che si avvera». Ora l’attende un corso al Cercal e sei mesi in una delle aziende del distretto di San Mauro Pascoli.

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