Bellaria, “vivono senza riscaldamento”: appello per trovare una casa a una madre con due figlie dall’Ucraina

«Una famigliola ucraina cerca casa». Vive in un appartamento pieno di muffa e senza riscaldamento, pagando un affitto mensile che si aggira sui 250 euro. Una soluzione impossibile da prolungare visto l’arrivo del freddo, «soprattutto perché si tratta di una mamma con due figlie di 7 e 14 anni e della nonna materna, una 63enne che a breve dovrà affrontare un intervento all’ospedale “Infermi” di Rimini».
A spiegare la situazione, lanciando un appello è il bellariese Cristiano Rubinetti che, molto attivo nella Parrocchia del Sacro Cuore, dallo scorso marzo si prodiga per queste cittadine di Odessa, dopo averle ospitate per oltre tre mesi, accogliendo una richiesta della Caritas. «Sono persone per bene che – sottolinea il 51enne – hanno disperato bisogno di una sistemazione».
Non sono in cerca di carità, beninteso: Natasha ha 36 anni e tanta buona volontà ed è disposta a lavorare, tant’è che la scorsa estate ha macinato «tutta la stagione in un albergo igeano».
Sia lei che la madre, insiste ancora il benefattore, parlano un po’ di italiano e continuano a impegnarsi per impararlo.

L’aiuto per le bollette


Perciò quello che ormai è un amico di famiglia rinnova l’appello: «Con tutti gli appartamenti a disposizione a Bellaria, spero che qualcuno dimostri un pizzico di cuore. Sono disposte a pagare le spese per riscaldamento ed elettricità, anzi garantirò per loro i costi delle utenze. Abbiamo costituito un gruppo di una decina di famiglie che interverrà in caso di bisogno. Chi volesse unirsi sarà accolto a braccia aperte». Perciò rilancia: «Per loro sarebbe bello non dover pagare l’affitto, potrebbe rivelarsi difficile fronteggiarlo per mesi. Chiedo dunque di aiutarmi a trovare una sistemazione decente per questo nucleo familiare esemplare che cerca di superare un momento storico in cui vivere nel proprio paese risulta complicato e pericoloso. Il papà delle piccole è al fronte e loro seguono la scuola in Ucraina tramite la didattica a distanza, ma una sistemazione fissa potrebbe far propendere per iscrivere almeno la piccola alla scuola belligeana». Poi l’auspicio con cui sigilla l’ideale lettera di Natale: «Spero che assieme potremo dimostrare che siamo un paese accogliente e ringrazio in anticipo tutti. Contattatemi se avete delle soluzioni da proporre».

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