Bellaria mette online il suo archivio storico

Reso permanente e partecipato, nasce l’archivio online “Album di Bellaria Igea Marina – Centro di documentazione multimediale sulla storia e la memoria della città”. Il lancio, in streaming, si terrà lunedì 21 dicembre alle 12 sulla pagina Facebook del Comune: a presentarlo saranno Michele Neri, assessore alla Cultura, Gualtiero Gori, supervisore del progetto e direttore dello storico Laboratorio di documentazione e ricerca sociale, e tutto il gruppo di lavoro che negli ultimi mesi ha reso possibile la sua realizzazione, da Nicola Leoni a Caterina Moroni, da Jennifer Zanga a Gianna Colombari.

L’iniziativa è tesa a rendere fruibile al pubblico una raccolta documentale di vastissime proporzioni sulla storia, la cultura e le tradizioni locali di Bellaria Igea Marina. Il tutto con un intento duplice: quello di rinnovare un sentimento di appartenenza alla comunità continuando, al contempo, ad accrescerne il patrimonio.

Chiediamo a Gori – un vero valore aggiunto per la sua comunità – come è nata e si è sviluppata l’idea del Laboratorio? Un luogo di studio e valorizzazione della storia, della cultura e dei modi di vita locali.

«Il Laboratorio di documentazione e ricerca sociale, è stato istituito dal Comune nel 1990 per creare un luogo di documentazione dell’identità, della memoria collettiva e dei modelli culturali, privilegiando l’utilizzo di materiali biografici e delle fonti orali. Fra i temi trattati vi sono stati le culture del mare; le tradizioni popolari, le fiabe, le narrazioni in dialetto, la musica popolare, l’alimentazione; la Seconda guerra mondiale; la figura di Vittorio Belli. I risultati di queste ricerche hanno dato luogo a conferenze, attività formative, mostre, pubblicazioni, attività didattiche, spettacoli. Questo approccio ha coinvolto in modo massivo la popolazione locale, rendendola protagonista del progetto in ogni sua fase».

L’avete definita «una narrazione collettiva»: perché?

«Perché è una storia raccontata a più voci: i singoli temi, legati a periodi storici, personaggi, luoghi, tradizioni, si intrecciano in un più ampio tessuto narrativo attraverso la concatenazione di testimonianze, storie di vita, lettere, interviste».

In che maniera si pensa di renderlo un archivio o centro di documentazione permanente e multimediale?

«Il punto di partenza è il materiale conservato nell’archivio del Laboratorio. In questa prima fase proporremo alcuni argomenti che saranno ampliati. I cittadini potranno contribuire a ricostruire la datazione delle foto, le occasioni nelle quali furono scattate, a riconoscere i personaggi ritratti. Sarà utile ogni informazione per identificare segni e simboli legati alla storia sociale della comunità. Digitando il nome e il cognome di una persona, o l’intitolazione di una via o di un episodio, comparirà tutto quello che nell’archivio vi è attinente».

Quali possibilità avranno i cittadini di incrementarlo?

«I cittadini potranno proporre materiali che hanno valore testimoniale per la storia della città, inviandoli in formato digitale, attraverso l’apposito modulo. Ognuno potrà incrementare l’archivio contattandoci per mettere a disposizione documenti (foto, audiovisivi, scritti biografici), provenienti dalle proprie collezioni, corredati da dati informativi, oppure potrà fornire testimonianze aggiuntive per aggiornare i contenuti di quanto già catalogato».

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