Bellaria. Mamma denuncia: i miei figli autistici derisi in spiaggia

«I miei gemelli autistici derisi in spiaggia, così l’assessore mi ha salvato l’estate». Nicoletta, turista 51enne che risiede a Gambettola, in provincia di Forlì – Cesena, racconta la sua disavventura sottolineando l’amore per la città di Panzini, dove si reca con la famiglia da 3 anni, come «turista stanziale con l’ombrellone fissato per l’intera stagione».

Quest’anno decide di scrivere a Michele Neri, assessore alle Politiche giovanili, domandando quali strutture potessero accogliere i suoi figli gemelli, quattordicenni ed entrambi autistici, per qualche ora al giorno. «Chiedevo due soluzioni differenti – spiega Nicoletta – proprio perché presentano situazioni di gravità diverse». Dal canto suo Neri «si è reso subito disponibile, inviandomi un messaggio che non scorderò: Non si preoccupi, qualcosa troviamo promettendo di informarsi al meglio, in base alle nostre necessità».

Nell’attesa però, succede il fattaccio: «Alcuni turisti hanno preso in giro Lorenzo, che a prima vista sembra ‘senza problemi’, ma che quando cerca di far amicizia si approccia in modo semplice». A finire nel mirino sono dunque «il tono di voce particolare e certe domande che pone, per rompere il ghiaccio, come ad esempio: Cosa hai mangiato ieri?». Per questo «lo hanno stigmatizzato tra risate, occhiate in tralice e battute» ricorda la mamma. Che aggiunge: «Ho assistito alla scena in silenzio, senza innescare litigi, ma provando grande amarezza, perché l’idea di riprendere i propri figli non ha sfiorato nessun genitore». Mentre Francesco viene isolato «con un approccio maleducato e bullizzante».

Ora, stemperata la tristezza, Nicoletta nota che negli anni è capitato loro un po’ di tutto, per questo «non bisogna insegnare che la diversità può suscitare il riso». Nel frattempo arriva la risposta dell’assessore Neri: due realtà del territorio sono a sua disposizione, nello specifico «il Kas8 e l’associazione Quasi primi». Così una disavventura si trasforma in opportunità e il Comune ha dato sollievo a una famiglia «cosa che non tutte le amministrazioni riescono a fare, perché offrono ore, ma non servizi».

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