Una pattuglia dei carabinieri

Prima ha avuto da ridire con una signora che, secondo lui parcheggia troppo spesso davanti al cancello della sua abitazione. E l’ha investita di offese. Poi, quando lei ha chiamato la polizia municipale, dal condominio è sceso un amico dell’uomo a dargli manforte e la situazione è sfuggita di mano.
I due uomini, di sessanta e sessantacinque anni, invitati a esibire i propri documenti, hanno vissuto il controllo come un affronto. Dapprima hanno preso a male parole i vigili, poi, all’arrivo dei rinforzi, hanno dato vita a una colluttazione che ha portato all’arresto in flagranza di entrambi.
Nel frattempo, infatti, vista la tensione nell’aria sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Bellaria Igea Marina. I militari agli ordini del maresciallo Roberto Cabras, comandante della locale stazione dell’Arma, hanno sedato la zuffa e isolato i due responsabili dell’aggressione.
I due agenti della polizia locale, che portavano addosso i segni dei pugni e dei calci subiti, sono stati invece accompagnati al pronto soccorso (medicati sono stati dimessi con cinque e otto giorni di prognosi).
Entrambi i condomini, che vivono da tempo nella stessa palazzina, sono stati arrestati con l’accusa di resistenza, violenza, oltraggio e lesioni personali a pubblico ufficiale. Saranno chiamati a risponderne in tribunale, ma non ci sarà direttissima: una volta accompagnati in caserma sono stati rimessi subito in libertà.
Il pubblico ministero Paola Bonetti, magistrato di turno, informata dell’accaduto non ha infatti ritenuto necessario richiedere l’applicazione di misure coercitive nei loro confronti sulla base dell’articolo 121 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale (sta diventando la prassi, almeno per un certo tipo di reati, in epoca di coronavirus).

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