Bellaria, il Covid azzoppa il Piedibus: “C’è solo un bimbo sulla linea 1”

Il Piedibus è vittima dei contagi: «C’è solo un bimbo sulla linea 1. E su un totale di oltre cento bambini “iscritti” solo una ventina sono presenti».

Il Piedibus

A fotografare la situazione, artigliata dal Covid, è il presidente della Pro loco Rocco Berardi. Che, mentre si disintegrano le certezze, resta in trincea. O per meglio dire sulla “Linea 1 Carducci” dove accompagna soltanto un bambino rispetto agli 8 iniziali, perché «non me la sento di deluderlo». Tanto più che i genitori del piccolo lavorano, così per trovare la quadra ogni mattina Berardi arriva 10 minuti prima, iniziando il servizio alle 8, «sostituendosi ai tre volontari che gestivano il percorso» pure loro finiti in quarantena. Il “campioncino” che tiene alta la bandiera del Piedibus frequenta la seconda elementare ed è molto simpatico «con l’unico difetto di esser juventino – rileva il presidente, abbozzando un sorriso –. Mi intendo poco di calcio, ma lui mi tiene aggiornato, portandosi dietro l’album delle figurine». I contagi esplodono su tutte le linee: «Ci sono solo 20 allievi su 100, con contraccolpi a catena sulle 7 linee inaugurate a settembre».

La scuola superiore

Tutto sommato, afferma Berardi, quest’anno c’è anche qualcosa da festeggiare a Bellaria: il taglio del nastro, previsto a settembre, per la succursale dell’alberghiero Malatesta. Al riguardo nota che la «progettazione si inserisce nel solco di quanto il Comitato genitori, da lui presieduto, invocava con forza sin dal 2006, quando si registrò il boom demografico ed edilizio in città. Conseguenze? Ogni giorno 800 studenti migravano in altri comuni, con sacrifici personali, a partire dalla sveglia puntata alle 6, sino a forti esborsi economici per le famiglie». Perciò Berardi tornò alla carica nel 2007 ed anche l’anno successivo, all’epoca come coordinatore di Forza Italia, con il leit motiv “Superiori? Si può”. La prima idea, osserva, era creare una succursale dal plesso di Cesenatico dov’ero presidente del consiglio di istituto. Un’ipotesi però sfumata per «spiccato campanilismo e competenze provinciali che non concessero nulla».

Un’altra idea da vagliare? «Il Comune poteva acquistare le colonie abbandonate, valorizzandole con le medie e il biennio delle superiori, per divenire competitivo con il polo di Viserba». E si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Di spazi scolastici da potenziare parlavo sempre, poi è arrivato il virus a ricordarci quest’esigenza prioritaria. Comunque i due consiglieri che si interessarono al progetto iniziando l’iter furono Roberto Maggioli e proprio Filippo Giorgetti», fa presente, evidenziando che «fino ad allora la politica non aveva mostrato lungimiranza per la scuola, relegandola a fanalino di coda».

A risolvere l’impasse, sostiene, ci ha poi pensato Giorgetti che, una volta divenuto sindaco, «ha ascoltato le famiglie, fino alla svolta. Domani, dalle 14,30, infatti il Palacongressi ospiterà l’Open day dell’istituto ideale per la nostra vocazione turistica. Così – esulta – si conclude un capitolo iniziato quasi 20 anni fa».

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