Dietro il bancone, davanti alla camera: i farmacisti di Igea tra reel e realtà

È boom di visualizzazioni per la farmacia Igea che dal lungomare Pinzon conquista i social media, trasformando la divulgazione scientifica in “pillole video” senza disdegnare gag per far compagnia alla clientela, poco importa se sana come un pesce o a letto con l’influenza. «Un format tutto sommato semplice, ma - a sentire gli igeani - molto efficace e accattivante».

Un po’ di storia

L’avventura è partita pochi mesi fa con una manciata di followers ora divenuti oltre 600 su Instagram e con oltre 733 post seguiti. Una delle prime clip presenta la squadra dei magnifici otto con i soprannomi già affibbiati dai colleghi: la dottoressa Patrizia Biasini (detta “Patty la boss”), “Boghe il caposaldo”, Fede “il tranquillone”, Ale “l’innovatrice”, Andrea “la factotum”, Silvia “l’intraprendente”, Andrea “il loquace” e Paola “la veterana”. «Prendiamo spunto da quel che capita intorno a noi, dando una sbirciatina ai social», spiegano dalla farmacia dove si sono improvvisati anche umarell, quel termine dialettale bolognese, che indica pensionati il cui passatempo principale consiste nell’osservare i cantieri, con le mani dietro la schiena, spesso offrendo consigli o critiche (non richieste) agli operai. Un filmato li ritraeva infatti tutti presi a osservare i lavori (da poco conclusi, ndr) del nuovo waterfront, rientrando la farmacia in una delle poche attività rimaste aperte durante l’intervento.

Gli spunti

«Cavalchiamo i luoghi comuni - proseguono i farmacisti - e strappiamo qualche sorriso ai clienti che ormai ci seguono in modo esponenziale sulle piattaforme». Altrettanto frequente è che, appena varcata la soglia, «venga commentato l’ultimo video postato, non solo - per intenderci - quelli che illustrano la telemedicina o dispensano consigli per i malanni di stagione o la cura della pelle».

A tenere banco sono infatti i piccoli sketch come ad esempio quello intitolato “Come siamo e come ci vedono i clienti” in cui una giovane dipendente diventa, a seconda delle domande degli utenti (del tipo: Mio figlio si è lasciato: che mi consiglia?” oppure “Cosa detraggo sul 730?”), una maga con tanto di sfera di cristallo, una veterinaria, una commercialista e chi...più ne più metta. E ancora: corridoi troppo stretti all’apertura dei chilometrici cassetti, penne che spariscono di continuo dal taschino, «insomma momenti di vita quotidiana senza filtri, al servizio dei malati, e sempre con il sorriso per sdrammatizzare gli imprevisti quotidiani». E alla base del successo, confermano ancora i clienti, «c’è una fervida fantasia condita con un linguaggio accessibile e privo di tecnicismi».

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