Bellaria, sollevò sulle spalle una vigilessa: 55enne indagato per violenza sessuale

È indagato per violenza sessuale il 55enne che la scorsa estate, a Bellaria Igea Marina, aveva aggredito una vigilessa mentre era impegnata a dirigere il traffico, sollevandola da terra e mettendosela a cavalcioni sulle proprie spalle. Per l’uomo, originario di Borghi, nel Cesenate, ma di fatto senza fissa dimora, il Tribunale del Riesame di Bologna ha disposto l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

La vicenda ad agosto

L’episodio risale a metà agosto, all’incrocio tra via Pascoli e via Panzini. Il 55enne, a torso nudo, aveva raggiunto alle spalle l’agente della Polizia locale, dopo averne ironicamente imitato i gesti. Poi l’aveva afferrata, bloccandole le gambe e sollevandola da terra. Durante l’aggressione aveva anche iniziato a sfregare il proprio viso contro le parti intime della vigilessa.

A interrompere la scena era stato un passante, intervenuto per soccorrere la donna e mettere in fuga l’uomo. Un altro cittadino aveva però ripreso tutto con il proprio smartphone. Il filmato, consegnato agli agenti, ha consentito di identificare con certezza il responsabile.

Un altro episodio di violenza

A distanza di appena 48 ore, il 55enne si era reso protagonista di un secondo episodio di violenza. La Polizia locale era intervenuta dopo alcune segnalazioni relative a un uomo in evidente stato di alterazione alcolica.

All’arrivo degli agenti, il 55enne era salito sul cofano dell’auto di servizio e aveva afferrato una sedia di metallo, scagliandola contro gli operatori. Per bloccarlo era stato necessario utilizzare lo spray urticante.

La “battaglia” della Procura

La Procura di Rimini aveva chiesto una misura cautelare per violenza sessuale e minacce, ma il gip aveva inizialmente respinto la richiesta, non riconoscendo la natura sessuale della prima aggressione.

Il sostituto procuratore Davide Ercolani ha quindi presentato appello al Tribunale del Riesame di Bologna, insistendo sulla gravità della condotta e sul concreto pericolo di reiterazione. Alla fine i giudici hanno accolto parzialmente il ricorso, riconoscendo come detto i gravi indizi per violenza sessuale, nella forma attenuata, e la resistenza a pubblico ufficiale.

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