Bellaria, il sogno olimpico di Martina Tiraboschi: “Il mio ballo con Ghali sul palco di San Siro”

C’era anche una ballerina cresciuta a Bellaria Igea Marina a San Siro per la recente cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano - Cortina.

Si tratta della 21enne Martina Tiraboschi nata a Bergamo ma vissuta nella città di Panzini dove, a partire dall’età di sei anni, ha mosso i primi passi di danza nella scuola “Tilt” per poi studiare all’accademia “Antonella Bartolacci” di Riccione prima di tornare in Lombardia, fresca della maggiore età, con l’obiettivo di realizzare il suo sogno «sotto le luci della ribalta di una metropoli come Milano».

Ora quel sogno è diventato realtà con l’ingresso, venerdì scorso, nel corpo di ballo «che si è esibito all’interno della performance musicale di Ghali - racconta -: 80 giovani tra cui una settantina di iscritti all’accademia “Ormarslab” nella quale sono stata ammessa al primo anno». Le stelle nascenti sono state selezionate dalla coreografa Mascia Del Prete che ha realizzato uno spettacolo di grande impatto dominato dalla scenografia che allineando i performer tracciava il profilo di una colomba.

Il racconto

Ora, sbollito il turbinio di emozioni che l’ha travolta, la 21enne riconosce che partecipare allo show di Ghali, commovente nella sua interpretazione di “Promemoria”, la poesia di Gianni Rodari contro la guerra, «ha regalato sensazioni difficili da tradurre in parole». Un cammino costellato da prove serrate che sono iniziate a dicembre 2025, andando avanti dal pomeriggio alla sera, dopo le lezioni, in un capannone allestito nei pressi di San Siro. Prove a cui Ghali, «che non ha mai sfoggiato atteggiamenti da divo ma al contrario palesava una certa timidezza, si è unito a metà gennaio dimostrandosi sempre incoraggiante. Ogni prova si concludeva con il suo applauso sotto uno sguardo entusiasta. Sempre premuroso - sottolinea Martina - e deciso a fare squadra». Quanto alla riuscita dell’esibizione, a suo avviso, è dipesa dalla sinergia tra professionisti nei più disparati ambiti. «Non a caso - nota - i costumi erano candidi, il colore che per antonomasia richiama la pace, mentre il trucco che ricordava una maschera spezzata indica quanto tutti siamo concentrati su noi stessi».

Massimo il riserbo che la 21enne ha dovuto tenere sulla performance fino al sipario. «Vedere all’improvviso tutti quegli spettatori è stato un colpo al cuore - confessa - ma il carico di adrenalina non mi è dispiaciuto affatto. Un’esperienza indimenticabile anche perché - conclude - ha cementato i rapporti con i miei compagni di Accademia».

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