Bellaria-Igea Marina, denunciata albergatrice che non comunicava le generalità degli alloggiati

Bellaria-Igea Marina
  • 27 gennaio 2026

BELLARIA-IGEA MARINA. La Polizia di Stato di Rimini, nel quadro di controlli sul territorio provinciale finalizzati a garantire il rispetto della legalità, la sicurezza e la tutela della salute degli utenti delle strutture ricettive, in seguito a un’attività ispettiva presso una struttura alberghiera di Bellaria-Igea Marina con classifica 3 stelle, ha rilevato numerose infrazioni di carattere amministrativo e penale nei confronti della gestrice, che è stata deferita alla Procura della Repubblica ai sensi dell’art. 109 T.U.L.P.S. per non aver comunicato le generalità degli alloggiati all’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Nel dettaglio, nella mattina del 9 gennaio scorso, personale della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Rimini ha eseguito un controllo di polizia amministrativa. Durante il controllo sono stati identificati 15 ospiti, dei quali ben 13 risultavano avere pregiudizi di polizia, uno dei quali è risultato clandestino sul territorio nazionale, pertanto condotto in Questura per accertamenti e verifiche più dettagliate in merito alla sua posizione.

«La grande maggioranza delle camere della struttura», spiega la Questura in una nota, «ben 30 camere quasi tutte occupate, si presentavano in uno stato generale di degrado e precarietà, sia sotto il profilo igienico-sanitario, che di sicurezza per gli ospiti, rilevando una serie di gravi carenze quali sporcizia diffusa, mobilio danneggiato o inservibile, impianto di riscaldamento spento, ascensore non funzionante, presenza di apparecchi elettrici privati come fornelli elettrici, frigoriferi anche di grandi dimensioni, stufette alogene, termoventilatori da bagno, fornetti elettrici, tutti collegati con cavi elettrici volanti e diffusi sul pavimento. Quasi tutti gli ospiti avevano allestito cucine improvvisate all’interno delle proprie stanze, con pentole, piatti, alimenti, avanzi e immondizia sparsi dappertutto, finanche all’interno degli armadi e sui balconi. Ulteriori irregolarità hanno riguardato la posizione amministrativa della titolare “di fatto” della struttura, che non era in grado di esibire la SCIA per l’attività ricettiva e per la prevenzione incendi, risultando, all’esito di successivi approfondimenti eseguiti presso gli uffici competenti, priva di titolo autorizzativo per l’esercizio, in quanto ancora intestato al precedente gestore deceduto da oltre un anno. Per le violazioni accertate si è proceduto agli adempimenti di competenza, con la contestazione delle irregolarità amministrative rilevate e la trasmissione degli atti alle Autorità competenti per le valutazioni ed i provvedimenti conseguenti».

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