Bellaria, Giovanni Graziani: “Le mie 17mila cartoline d’epoca per fare rivivere la città”

Ben 17mila cartoline raffiguranti Bellaria e datate dal 1903 agli anni Novanta. È il tesoro culturale accumulato in quasi quarant’anni dal 65enne ragioniere, Giovanni Graziani, detto “Gianni”, che con pazienza ha trasformato una passione in patrimonio prezioso per la storia di Bellaria Igea Marina. Una collezione, la sua, formata da un numero molto rilevante di pezzi – ognuno significativo e talvolta unico – che rappresentano vaste tipologie: dalle raffigurazioni in bianco e nero delle prime pensioncine o delle villette in affitto, con il menù scritto sul retro o il personale in bella mostra, «chaffeur incluso con tanto di divisa» agli esemplari in cui il padre fondatore di Igea Marina, Vittorio Belli, metteva in vendita lotti di terreno «per un nuovo incantevole soggiorno» promettendo «un ottimo impiego di capitali» vista mare. In tutti questi anni Graziani, che iniziò la sua prima collezione mettendo al sicuro i temi che la maestra buttava «per poi farne dono ai compagni durante una rimpatriata da adulti», ha salvato dall’oblio con dedizione, in collezioni private o sul mercato, pezzi di storia cittadina, materiale in gran parte di difficile reperimento.

Uno scrigno

Molteplici i livelli di lettura che, come fa presente, caratterizzano ogni cartolina. Ci sono scorci ormai inesistenti, «come il laghetto con ninfee che sorgeva dove ora si sviluppa il bar K2» o pagine di storia in piena regola «quali i festeggiamenti per la fine della Prima guerra mondiale». Dopodiché si approda a un’analisi sociale, leggendo i testi, «i più antichi vergati in ottima grafia», spesso ricchi di premure o raccomandazioni che vanno oltre ai saluti standard. Spaccati di vita che collega la riviera con il resto della Penisola. Lo sguardo, spiega ancora il collezionista, corre ai francobolli (sul retro dei quali «qualche amante nascondeva messaggi destinati alla dolce metà») e poi ai timbri, alcuni in uso «per un arco temporale ristretto, il che li rende ancora più ambiti dagli appassionati». Tra le chicche spicca «uno dei primi bazar per turisti», ma anche eventi «come la cattura di uno squaletto». A cambiare sono la mentalità e le mode, con i primi bagnanti vestiti di tutto punto in spiaggia, ma resta il fascino di un borgo che spicca il volo grazie alla linfa del turismo agli albori.

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