Da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti, passando per Edoardo Bennato sino a Pupo e Donatella Rettore, l’aroma del suo caffè e il profumo dei bomboloni ha conquistato tutti. Il “Bar Carla dal 1966” spegne 60 candeline confermandosi un autentico punto di ritrovo per Bellaria Igea Marina. «La storia - spiega Annalisa Barberini, l’attuale titolare che ha raccolto il testimone nel 2019 - comincia sul lungomare Pinzon nel 1966 grazie a mia madre, Carla Antolini che, appena 21enne, investí 5mila lire per una licenza da poco depositata in Comune, partendo da un piccolo chiosco stagionale, dove vendeva vino, acqua e caffè. Tre anni dopo sono venuta al mondo io, crescendo tra i tavolini vista mare». Fino al 2018, l’anno in cui si è spenta, Carla è stata la colonna portante di questo luogo di ristoro e socializzazione, dove negli ultimi tempi poteva contare anche sull’aiuto del marito pensionato.
Bellaria, Bar Carla, 60 anni vista mare: “Tutto iniziò con 5mila lire”
Le origini
Dal bancone la famigliola ha assistito ai grandi mutamenti del turismo, «partendo dal boom dei tedeschi a partire dagli anni Settanta, che - come racconta - fecero impennare la richiesta di birre e bomboloni sdoganando i cappuccini come bevanda ideale a qualsiasi ora». All’epoca, rammenta ancora Annalisa, tra flipper e juke box, «ci si divertiva con poco, le spiagge erano strapiene e i giochi di condivisione andavano per la maggiore: dall’albero della cuccagna alla corsa con i sacchi sino all’altalena in mare». Idee che facevano il paio con le iniziative della spiaggia antistante al bar, il “Bagno Bibi”, gestito dal nonno di Annalisa «dagli anni Sessanta agli Ottanta». «Momento clou - prosegue - era il Ferragosto quando preparavamo biglietti di auguri con un piccolo omaggio per i clienti, come conchiglie o borse, da lasciare all’alba sotto l’ombrellone». E se una volta il re dell’estate era sua maestà il bombolone «che innescava file incredibili, ora, in vacanze “mordi e fuggi” concentrate soprattutto nel weekend, va per la maggiore l’aperitivo mentre la pandemia ha rinverdito la voglia di stare all’aperto». In passato poi erano tanti i ragazzi che tiravano dritto la notte in discoteca «per poi concedersi la colazione all’alba, mentre ora il target del nostro turismo punta alle famiglie», rimarca. Sul fronte dipendenti, invece, «gli orari sono diventati più flessibili e ridotti», mentre la costante restano i passaggi di volti noti del piccolo schermo, inclusi tanti calciatori, «specie negli anni d’oro della Riviera: tutti erano amanti del buon caffè - glissa- ma scevri dai capricci da divo».