«Ritmi frenetici dalla mattina alla sera, dopo 10 anni lasciamo il RePub on the beach». Non saranno più Mattia Sancisi e Matteo Della Pasqua a gestire la spiaggia e il bar di viale Panzini 228 a Bellaria Igea Marina. «Chiudiamo questo capitolo con un nodo in gola e il cuore pieno – spiega Matteo, 36enne proprio come l’amico -. Un decennio fa eravamo semplicemente due ragazzi che andavano al mare. La nostra spiaggia era quella accanto, alle Dune, e tra un bagno e un caffè nasceva sempre lo stesso pensiero: “E se un giorno quel bar fosse nostro?” Quel sogno, incredibilmente, è diventato realtà. Da lì sono passati 10 anni di estati, sorrisi, albe, tramonti, ma anche fatica, risate, musica, tra famiglie che crescevano, bambini diventati grandi, volti che sono diventati casa. Ricordi indelebili, di quelli che non si archiviano, di quelli che restano addosso». Ed ora che è tempo di voltare pagina, porteranno con sé soprattutto l’affetto della clientela, «presto diventata una seconda famiglia».
Bellaria, “addio al Repub on the beach: dopo 10 anni ora chiudiamo”
I dettagli
Motore propulsivo dell’avventura le tante idee lanciate: dalle cene romagnole all’Oktoberfest vista mare, passando per la paella con dj set sino ai campi di beach volley, beach tennis e il tavolo da teqball per accontentare clienti di tutte le età.
«Ora lasciamo – tirano le somme - perché con due attività, l’altra è il RePub di Santarcangelo, era diventato tutto molto impegnativo. Basti pensare che l’attività stagionale ha orari duri e i costi, com’è arcinoto, aumentano di continuo, senza dimenticare poi l’annoso capitolo della caccia al personale, tenendo presente che la scorsa estate eravamo una decina».
Mille volte “grazie”
Per questo i ringraziamenti si affastellano mentre vengono messi in vendita gli arredi, tra cui 90 lettini e parte della strumentazione da cucina, come la friggitrice e un abbattitore. «Grazie a chi c’era all’inizio, a chi è arrivato strada facendo, ma anche – aggiungono i due - a chi ha lavorato con noi, a chi ci ha scelto ogni estate, a chi ha reso questo posto vivo». Non sanno chi subentrerà al loro posto e resta un po’ di dispiacere immaginando che cambieranno diverse cose rispetto alla loro visione. «La certezza però – concludono - è che se questo luogo non sarà più “nostro” nel senso pratico, lo sarà comunque e per sempre nel senso più autentico».