L’eco degli spari si sente fin nell’abitato di Igea Marina riverberandosi persino sul mare dove coglie di sorpresa chi, in quel momento, si trovi su un’imbarcazione. Non si tratta dell’apertura della stagione venatoria ma di quei cannoni spaventapasseri che i contadini usano per allontanare gli uccelli e proteggere i raccolti attraverso forti detonazioni. A lamentarsene sono soprattutto i proprietari di animali d’affezione motivando la loro preoccupazione anche con gli orari e la frequenza degli spari. «I boati - spiega il portavoce di alcuni residenti - iniziano verso le 6.15 della mattina, e quindi ben prima delle fasce centrali della giornata che, da normativa, ci risultano deputate a questi dissuasori acustici. Come se non bastasse, talvolta non viene rispettato neanche l’intervallo di tre minuti previsto tra i colpi». Ad accorgersene sono i proprietari di cani come lui, che accompagnano i loro quattrozampe nella prima passeggiata della giornata, «ben prima di recarsi al lavoro». Non manca un ultimo appunto. «Ci è capitato - sottolinea ancora - di avvertire questi dissuasori acustici anche nei festivi, sebbene in tali giornate ne sia vietato l’utilizzo. Fermo restando che, oltre a disturbare la quiete, spaventano cani e gatti rischiando infine di far morire sul colpo gli uccelli che dovrebbero limitarsi a tenere lontani dai chicchi del grano, da poco seminati».
A Igea c’è chi non dorme più: “Cannoni spaventapasseri, basta botti all’alba”