Bellaria: i pirati della strada erano vicini di casa

Identificati e sanzionati due pirati della strada a Bellaria Igea Marina. A tradirli una miriade di pezzi della carrozzeria seminati per strada con tanto di targa. Dopo essersi scontrati, in momenti diversi del week-end, rispettivamente contro un’auto in sosta ed un muretto, due automobilisti avevano pensato bene di darsi ad una rocambolesca fuga, abbandonando però dietro di sé una scia di frammenti come le briciole di Pollicino. Tracce che hanno permesso alla Polizia locale di risalire in tempi serrati ai veicoli e all’identità dei responsabili. Che sotto l’albero troveranno la stangata con i fiocchi: una sanzione che andrà dai 302 ai 1.208 euro, oltre alla sospensione della patente.

A legare i due “pirati” non c’è solo l’essere vicini di casa, ma anche il colore scuro dei veicoli e soprattutto l’età e la nazionalità, trattandosi di due 50enne italiani. Nel primo caso un automobilista domiciliato, ma non residente a Bellaria, venerdì sera ha perso il controllo del suo pick-up Toyota andando a sbattere contro una Peugeot in sosta in via Marecchia con uno strike che ha causato pesanti danni anche alla segnaletica stradale. Sebbene sia scappato in fretta e furia, è stato identificato con facilità grazie ai pezzi di telaio sparsi per strada tra cui la targa del veicolo, peraltro uscito malconcio dall’incidente.

Stesso epilogo per il residente nella città di Panzini che, guidando a Igea sabato notte, aveva perso il controllo, finendo per urtare il muro di cinta di un’abitazione. Del danno il proprietario si sarebbe accorto solo l’indomani mattina. Ma per decifrare il rebus in tempi record agli agenti sono bastati i resti che dai primi accertamenti risultavano appartenere a una Mercedes molto danneggiata e quindi incapace di macinare troppi chilometri. È stato sufficiente infatti battere le immediate vicinanze per rinvenire l’auto in un parcheggio poco lontano. Nel frattempo assistendo dalla finestra all’arrivo della Polizia locale, l’autore dei danni si è deciso a scendere e messo davanti all’evidenza ha confessato le sue responsabilità proprio come il “collega di pirateria”.

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