BELLARIA. Anteprima del 38° “Bellaria film festival”: emozioni dal respiro internazionale, al travolgente ritmo di Paolo Cevoli, vulcanico ospite d’onore. È possibile riparare le ferite invisibili prodotte dalla pandemia? Secondo le conclusioni della serata tenutasi ieri, decisamente sì. E sempre e solo grazie ad un farmaco ineguagliabile: il cinema. «Questa sarà un’edizione più bella e più ambiziosa, proprio in quanto figlia del Covid – ha spiegato il direttore artistico Marcello Corvino – perché aiuteremo il pubblico dopo mesi difficili, a ritrovare attraverso la bellezza, l’entusiasmo di un tempo». E la Costituzione italiana resta per il terzo anno consecutivo il fil rouge della progettazione. Proprio partendo dall’articolo 9 nella sua declinazione visiva, «saranno affrontati infatti temi come la promozione culturale».
Due i concorsi previsti per i documentari, nelle sezioni: “Bei doc” e “Bei young doc” (under 30). Con il pubblico in sala che potrà ritagliarsi un ruolo votando per il premio “Luis Bacalov” l’opera con la miglior colonna sonora. Senza dimenticare la menzione speciale “Pari opportunità”, per valorizzare quegli autori che porranno l’accento su temi sociali, come ad esempio la specificità di genere o la diversabilitá. E in quest’anno senza precedenti hanno bussato alle porte del Bff ben 260 artisti provenienti non solo da tutta Europa ma anche da Cina, India e Stati Uniti, che selezionati con un’attenta analisi dall’Università di Bologna, sono stati ridotti a una rosa di 25 candidati. «Ma pur avendo le porte aperte al mondo – ha puntualizzato Corvino – quest’evento mantiene con orgoglio le radici di un’unica terra dal patrimonio linguistico importante». Perché come ha ribadito dal canto suo Cevoli, «la romagnolitá è uno stato d’animo e il successo di questa manifestazione lo dimostra». Ecco perché nell’ultimo degli episodi di “Romagnoli Dop”, web serie di successo, mostrata ieri, ha raccontato non i luoghi, ma la gente.
E sarà proprio celebrando uomini che hanno reso grande la Romagna che il 23 settembre, nella prima giornata del Bff, il presidente della Regione Stefano Bonaccini consegnerà il premio “Una vita da film” ad Andrea Guerra, figlio del grande Tonino. A seguire poi tornerá di nuovo protagonista Cevoli, stavolta con il giornalista Guido Barlozzetti, nello spettacolo “Amarcòrd Tonino Guerra”, per esplorare col dialetto il territorio onirico di un capolavoro, in cui è difficile stabilire, nel loro centenario, dove cominci Fellini e dove finisca Guerra. Altrettanto suggestiva sarà la tabella di marcia del giorno seguente che segnerà l’apertura ufficiale della rassegna alla presenza anche del presidente di giuria Moni Ovadia. A coronamento della serata seguirà la proiezione del film di Filippo Vendemmiati “Gli anni che cantano”, con la storia del Canzoniere delle Lame, gruppo di musica e d’impegno sociale formatosi alla fine degli anni ’60. Nell’ampio ventaglio di proposte del venerdì si segnala invece la visione del documentario “Selfie” di Agostino Ferrente. E alle 21 la prima nazionale di “Happynext” di Andrea Cocchi con Simone Cristicchi in un affresco dell’Italia alla ricerca della felicità.
L’atteso omaggio alla 77ª Mostra del cinema di Venezia sarà proposto l’indomani con la proiezione di “Samp”, film on the road di Antonio Rezza e Flavia Mastrella che «frantuma la sceneggiatura e coglie al volo le location e gli attori». Il documentario seguente “Extraliscio/Punk da balera” di Elisabetta Sgarbi celebrerà la tradizione romagnola, «quella dove si balla finchè non entra la luce dell’alba», conducendola però su traiettorie impensate, dal rock alla musica pop. La visione dei documentari “Bei young doc” sarà poi riservata a domenica, giorno deputato anche all’omaggio a Federico Fellini con “8 1/2”, prima della cerimonia finale con le premiazioni dei vincitori e il premio alla carriera consegnato dal sindaco Filippo Giorgetti a Sandra Milo, musa dal fascino intramontabile.

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