Bellaria, dopo quasi 50 anni il comandante Brandi lascia la vita di mare

Alla fine è arrivata l’ora di sbarcare anche per il comandante marittimo Vittorino Brandi, detto Paròne Vetta, dopo una vita, passata in mezzo al blu. Compirà 68 anni a settembre il lupo di mare che ha iniziato l’attività nel 1972, andando in pensione nel 2012, salvo poi continuare a lavorare per compagnie di navigazione, in ragione delle sue certificazioni Imo (organizzazione internazionale marittima, con norme per prevenire i sinistri marittimi). Tra i mari solcati l’Adriatico, lo Ionio ed il Tirreno, continuando ad aggiornarsi e studiare con passione. Partito con la pesca, ha proseguito infatti come motorista sui pescherecci, per prendere poi l’abilitazione al comando. Finché nel 1995 passa a lavorare in virtù delle abilitazioni sulle navi-appoggio alle piattaforme di estrazione metanifera, finendo in Calabria.

In tante avventure, non sono mancati i momenti difficili come quando si sfilò un’asse dell’elica e la barca cominciò a fare acqua, ma – ricorda – riuscimmo a portarla in salvo a Ravenna». O quando gli segnalarono un motoscafo in avaria a 40 miglia dalla costa pesarese. Allora si prese la briga di partire in soccorso senza aspettare il rimorchiatore, perché i malcapitati «rischiavano di passare la notte in mezzo alla tempesta che sopraggiunse».

Vittorin Brandi

Pescando dal molo dei ricordi, racconta gli indimenticabili spettacoli offerti dalla natura, come i delfini che giocavano sotto la prua. O la volta in cui «entrammo dentro una tromba marina mentre si stava formando, vedendola sciogliersi all’istante. Senza dimenticare “le stellate” dove era limpida anche la costa croata». La passione è nata da giovane, aggiunge, e l’ha tenuto lontano da casa e dalle due figlie spesso, anche per un mese di seguito ma il «lavoro non ti dava tempo di pensare». Nascere sul mare certo ha incoraggiato la sua strada, riconosce, «ma ciò non toglie che di mosche bianche ne abbia incontrate tante come un direttore di macchina di Bergamo», osserva. Ora la “pensione” definitiva gli darà il tempo non solo per giri in moto o in mountain bike, ma anche per le amate arti marziali. Ancora presto invece per fare il nonno, ribadisce, del resto la cicogna non è ancora passata. Ancora presto anche per provare nostalgia del mare, ma magari, quella salirà presto come un’onda.

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