Contro l’allevamento di polli in via Cagnona si schiera anche il sindaco della vicina Bellaria Igea Marina. Filippo Giorgetti annuncia con un post su Facebook quella che considera una scorrettezza istituzionale: non essere stato avvertito in quanto rappresentante di un Comune confinante del progetto che il privato stava approntando.

Il sindaco bellariese lamenta fin dal titolo del suo post su Facebook che l’allevamento dei polli sammaurese è «sul nostro confine». E aggiunge: «Nei giorni scorsi abbiamo appreso di questa scelta del Comune di San Mauro Pascoli che non ha pensato di coinvolgere nella conferenza dei servizi il nostro Comune, il quale subirà in maniera pesante gli effetti negativi sulla qualità dell’aria, oltre a dubbi e incertezze sulle acque. Un atto di “pochissima” cortesia istituzionale al limite dell’arroganza». Quindi annuncia di aver scritto una lettera a varie autorità e che valuterà se adire o meno alle vie legali. Scrive con profusione di maiuscole: «Pertanto a nome e nell’interesse della nostra comunità ho preso carta e penna e scritto ai prefetti, al presidente regionale, ai presidenti delle due Province interessate, al sindaco di San Mauro. E ci riserviamo ogni azione possibile a tutela del nostro territorio».

Sono parecchi i commenti, quasi tutti di complimenti. Oltre a semplici cittadini dei due paesi, fa le congratulazioni anche il centro destra del Rubicone, con Luca Lucarelli, Ombretta Pecci e Nicola Rossi. Il candidato sindaco sconfitto da Luciana Garbuglia scrive: «parole sacrosante Filippo, non riusciamo a capire perché l’amministrazione sammaurese prosegua lungo questa strada opaca, non coinvolgendo nessuno prima e negando il dialogo poi». In un’altra risposta, Giorgetti prende atto che le vie legali potrebbero risultare velleitarie: ottenere risultati «Non è così facile perché comunque è un intervento su un altro territorio ma non aver minimamente coinvolto e considerato un ente così vicino e che subirà effetti indesiderati è inaccettabile».

Nella missiva inviata ai vari livelli istituzionali, si parla di «aumento del volume originario» di costruzione agricole dismesse da tempo e di «un milione di capi ogni anno». La preoccupazione è per i «penetranti e molesti odori» dell’allevamento. Riguardo ai rapporti con il Comune si ammette il «rispetto della legalità formale», ma ci si chiede come mai Bellaria, che si dice a disposizione «per un incontro o altre iniziative», non è stata coinvolta.

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