Battistini: “Riqualificazione turistica Rimini può dare il via a un’operazione pilota”

Il tema centrale è il turismo, la parola d’ordine: strategia, perché è da qui che parte il percorso di riqualificazione tracciato dal sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, che dall’anno prossimo dovrebbe entrare nella sua fase operativa. Attualmente è in corso d’opera l’attività di censimento, volta a realizzare una mappatura delle strutture ricettive allo stato dell’arte. Dagli ultimi dati 2021 forniti dall’Istat, sul suolo riminese insistono circa quattromila attività che vivono di accoglienza, di cui la metà sono alberghi tra una e cinque stelle superior. Non è un caso se lunedì scorso il Sole 24 Ore, nella sua annuale classifica sulla qualità della vita nelle città italiane, ha posizionato Rimini al primo posto nazionale per numero di esercizi in proporzione alla dimensione del territorio. Tuttavia, lo stesso quotidiano ha piazzato la medesima provincia anche tra le ultime posizioni in materia di qualità ricettiva, il che giustifica la decisione del primo cittadino Sadegholvaad di voler operare una completa riqualificazione. Anche perché, stando alle prime stime, attualmente a Rimini vi sono circa 200 strutture obsolete e chiuse che potrebbero essere messe a nuovo.

Le parole del sindaco hanno trovato l’apprezzamento in particolare del presidente della Camere di Commercio della Romagna, Carlo Battistini, che ora prova a rilanciare con un passo ulteriore.

Progetto pilota

«Quali attori del sistema imprenditoriale – dice Battistini – noi della Camera di Commercio condividiamo a pieno quanto detto dal sindaco Sadegholvaad. Qualunque impresa, e quindi anche quella turistica, deve trovare la forza di saper cambiare, per imparare a rispondere ai nuovi bisogni». La sensazione, infatti, è che se Rimini ha fatto storia sul fronte dell’accoglienza a livello nazionale, il suo sistema col tempo si sia ricoperto di un sottile strato di polvere, al punto che mentre l’estate continua ad essere un fiore all’occhiello, il resto dei mesi sono pressoché vuoti. Uscire dal concetto di stagionalità è la strada che si vuole intraprendere, e per farlo Battistini aggiunge la sua proposta: «Rimini potrebbe cogliere l’occasione – spiega – per dare il via a un’operazione pilota a livello nazionale di riqualificazione turistica, con un progetto da presentare al Parlamento che preveda semplificazioni, incentivi fiscali, incentivi economici e sburocratizzazione».

L’idea ricalca in qualche modo quelle delle Zone economiche speciali istituite col decreto-legge del 20 giugno 2017, poi convertito in legge nell’agosto dello stesso anno. Si tratta di un provvedimento realizzato nell’ambito degli interventi urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno e che ha disciplinato la possibilità di istituzione delle ZES, all’interno delle quali le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative. Al momento in Italia sono state istituite quelle della Campania, della Calabria, della Puglia-Basilicata e della Puglia-Molise.

Lo stesso, in buona sostanza, lo si potrebbe fare anche in altre Regioni, allo scopo di imprimere uno sviluppo alla crescita turistica in un periodo nel quale l’economia è piuttosto singhiozzante. «Come Camere di Commercio – assicura Battistini – saremmo pronti a fare la nostra parte nella stesura del piano strategico».

Quali obiettivi?

Il problema è che il turismo non è fatto di solo ricettivo, ma anche di offerta e l’uno non può essere senza l’altro, specie se l’obiettivo è quello di rendere una località attrattiva per dodici mesi. Ecco perché Rimini in questi anni ha investito pesantemente sulle fiere e ora guarda alle crociere ravennati con estremo interesse, ma c’è di più. Poiché nell’ottica di un turismo integrato e sempre più “industriale”, il primo cittadino vuole coinvolgere anche il mondo dell’enogastronomia e delle altre peculiarità territoriali. «Certo un Comune non ha la forza per realizzare degli incentivi – chiarisce Sadegholvaad –, ma lavorando sull’offerta il nostro obiettivo è quello di dare una linea al turismo che vorremmo. Sull’idea di Battistini – aggiunge – rispondo positivamente, ma a mio avviso dovremmo lavorarci in un’ottica di proposta romagnola e non solo riminese».

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