Battistini, Mina e i suoni del mare all’ex delfinario

Il mare ci parla, se sappiamo ascoltarlo. Si è concluso da poco il progetto Italia-Croazia “Soundscape. Paesaggi sonori nel mare Adriatico settentrionale e il loro impatto sulle risorse biologiche marine”, che per la prima volta ha misurato l’inquinamento acustico sottomarino con il coinvolgimento di partner internazionali di altissimo livello tra cui la Fondazione Cetacea di Riccione.

Come veicolare questo importante messaggio anche attraverso l’arte? Fondazione Cetacea, attiva nel progetto con il prezioso supporto tecnico della Sub Gian Neri, ha avuto l’intuizione di coinvolgere il collettivo artistico riminese Ground-to-sea Sound Collective, formato da Emiliano Battistini (sound-artist, elettronica) e Fabio Mina (flauto, effetti e synth), già intento da anni a raccogliere i suoni della natura trasformandoli in composizioni originali, per realizzare uno spettacolo.

All’ex delfinario

A Rimini Different waves è andato in scena a ottobre 2020 nel suggestivo scenario dell’ex delfinario, destinato a diventare la prossima sede della Fondazione Cetacea. Dopodiché la performance è stata portata in giro raggiungendo Spalato in Croazia lo scorso 27 ottobre, dopo quattro repliche in un anno (Rimini, Ancona, Venezia e Udine, quest’ultima dove è diventata una vera e propria istallazione sonora all’interno del festival “Il suono in mostra”).

Una performance immersiva

«Attraverso elettronica e strumenti a fiato abbiamo creato una vera e propria performance immersiva con lo scopo di trascinare lo spettatore nelle profondità marine – raccontano Emiliano Battistini e Fabio Mina –, dove le biofonie prodotte dalle specie marine si incontrano e si scontrano coi i rumori dei motori delle imbarcazioni che percorrono il nord del mare Adriatico: due tipologie di “onde sonore differenti”, protagoniste entrambe delle sfide ecologiche che investono oggigiorno il nostro mare».

L’installazione

La performance comprende anche una suggestiva installazione visiva a cura di Mattia Fornaciari dello studio Noroof Visual Communication, che attraverso le tracce prodotte dalle onde sonore dei musicisti e quelle campionate dagli idrofoni ha permesso al pubblico di visualizzare in diretta come queste possano propagarsi e gli effetti che possono generare in elementi come l’acqua.

«Ascoltando ore e ore di registrazione abbiamo scoperto un mondo ricchissimo di forme di vita sotto il nostro mare – continuano –. Insieme agli esperti siamo riusciti a codificare i versi dei delfini, dei crostacei e di tante altre forme di vita che abbiamo trasformato in musica facendoli dialogare e duettare con gli strumenti. Ai suoni del mare si uniscono quelli provocati dall’uomo con barche o altri mezzi e in questo modo si percepisce, attraverso lo spettacolo, quanto possano essere impattanti sott’acqua dove i suoni viaggiano quattro volte più veloci rispetto all’aria».

Un’occasione importante per riflettere su tematiche molto importanti e lasciarsi cullare dai suoni marini con un progetto che spera di avere ancora tante tappe da raggiungere.

Iniziato a gennaio 2019, Soundscape è il primo progetto ad aver monitorato, registrato e misurato il rumore sottomarino in questa area per un periodo continuativo: 9 idrofoni situati da Ancona a Trieste (di cui uno anche a Rimini), lungo le coste croate e in acque internazionali hanno registrato per 15 mesi, riportando una gran mole di dati che ora il Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto delle scienze marine di Venezia sta analizzando. I suoni e i rumori causati dalle attività dell’uomo in mare interferiscono con tutti quei rumori prodotti dagli organismi viventi acquatici, utilizzati come forma di comunicazione e indispensabili in altre funzioni vitali, quali la ricerca di cibo e la riproduzione, ostacolandole, mascherandole e alterando il comportamento delle specie. Inoltre possono causare a questi organismi la perdita della capacità uditiva e alterazioni fisiologiche. L’insieme di questi rumori produce una vera e propria nuova forma di inquinamento ancora poco studiata e conosciuta: l’inquinamento acustico sottomarino. IRE.GU.

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