Basket, “Super green pass” per i giocatori? No. Almeno per ora…

Obbligo di “Super green pass” per accedere a palestre e spogliatoi e, quindi, per potersi allenare e disputare le partite? Sul provvedimento adottato prima delle festività natalizie dal Governo e sulle ricadute che potrà avere per chi pratica sport a livello agonistico si accavallano, in queste ore, dubbi su dubbi. Dubbi da sciogliere entro il 10 gennaio prima che questo aspetto delle recenti disposizioni entri in vigore.

Lo ammette Renato Pasquali, general manager dell’Unieuro Forlì e componente del consiglio direttivo della Lega Nazionale Pallacanestro: «Ci siamo confrontati anche domenica sera – racconta Pasquali – e il nostro legale, l’avvocato Guido Martinelli, ci ha illustrato gli aspetti sui quali serve fare luce. Fino al derby di domenica 2 gennaio non cambierà assolutamente nulla, ma poi bisognerà capire se l’obbligo di “Super green pass” di fatto valga come obbligo vaccinale anche per chi fa del basket il suo lavoro. Perché così è ma, dalla A2 in giù, non è un professionista contrariamente alla serie A, dove, ai giocatori-lavoratori basterebbe il Green pass da tampone. Se, però, è un obbligo, serve un’assunzione di responsabilità correlata».

E mentre Pasquali ribadisce «l’importanza per tutti di vaccinarsi», da Ravenna, il dirigente giallorosso Mauro Montini rassicura che, «se dovesse configurarsi l’obbligo vaccinale, nell’OraSì non cambierebbe nulla perché siamo già tutti a posto».

C’è, però, un altro dubbio che sta iniziando a “torturare” le menti dei dirigenti dei club cestistici. E cioè: come verrà considerata l’attività giovanile? Palla di nuovo a Renato Pasquali, che lamenta: «Se valesse per le squadre di ragazzi fino ai 12 anni, si rischia di bloccare tutto il movimento di base». e.p.

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