Basket, la morte di Zappi, sabato la camera ardente. Ticchi: “Una persona speciale”

Non si è ancora ripresa l’Imola della palla a spicchi e in generale quella sportiva, per la tragica notizia della scomparsa di Gianni Zappi. Quello che aveva seminato l’ex allenatore imolese durante tutta la propria vita professionale (55 anni nel mondo del basket), si è potuto toccare idealmente con mano nell’incredibile tsunami emotivo scatenato dalla sua morte nel terribile incidente stradale avvenuto al passo Gavia. L’apice, come inevitabile, sarà raggiunto domani pomeriggio, quando a partire dalle 14 alla camera mortuaria di Imola sarà possibile dare l’estremo saluto a “Giannetto”. La famiglia ha preso questa decisione, preferendola ad una cerimonia in forma strettamente privata, proprio per l’ondata di affetto ricevuto nelle ultime 48 ore. La salma di Zappi arriverà a Imola oggi, poi sarà allestita la camera ardente e domani verrà aperta a tutti (fino alle 15.30).

Il cordoglio di Ticchi e Messina

«Ho ancora la pelle d’oca quando ripenso a quanto successo. Non riesco a farmene davvero una ragione». E’ un Giampiero Ticchi provato dal dolore quello che si trova a commentare la scomparsa di un collega, di un suo ex dirigente e soprattutto di un amico. Sì perché l’allenatore di Gradara (ora alla guida della Virtus Bologna femminile) aveva avuto la possibilità di lavorare spalla a spalla con Gianni Zappi nei tre anni passati all’Andrea Costa, dal 2014 al 2017. Lui come allenatore in cerca di rilancio, arrivando da stagioni difficili fra Rimini e Pesaro, e “Giannetto” negli ancora insoliti panni del direttore tecnico: «Abbiamo avuto un rapporto davvero eccellente – ricorda Ticchi – e sin dal primo incontro con Gian Piero Domenicali (allora amministratore unico del club, ndr) gli manifestai la gioia per poter lavorare insieme. Gianni contraccambiò e da quel giorno il confronto fra noi fu continuo. Ne vennero fuori tre campionati di A2 pieni di soddisfazioni (playoff e final eight di Coppa Italia nel 2015-2016, ndr), dei quali serbo tanti cari ricordi».

Come in famiglia

Da buon presidente dell’Usap (il sindacato allenatori) e dirigente del settore tecnico biancorosso, Zappi difese sempre a spada tratta Ticchi, formando con lui un asse fondamentale per i successi sul campo: «L’onestà intellettuale e la professionalità che lo contraddistinguevano – continua l’ex coach della Nazionale femminile, oro ai Giochi del Mediterraneo 2009 – hanno portato Gianni a dire sempre quello che pensava, ma soprattutto quello che andava incontro all’interesse del gruppo e non al suo individuale. Ricordo che proprio l’estate del mio arrivo a Imola, nel 2014, entrò nello staff come assistente suo figlio Mauro, ad iniziare praticamente la carriera da allenatore. Questo rese tutto più simbiotico e tante sere mi sono trovato a casa di Gianni a cenare e a parlare di pallacanestro. Lui, Mauro e Alide mi hanno fatto sentire come se facessi parte della famiglia. Una cosa che non dimenticherò mai».


Le parole di Ettore

Significativo anche l’intervento di Ettore Messina, attuale allenatore dell’Olimpia Milano (in passato a Virtus Bologna, Treviso, Cska Mosca, Nazionale e assistente nell’Nba ai San Antonio Spurs), che attraverso il profilo twitter della società lombarda ha così ricordato l’ex collega: «Ho provato grande dispiacere nell’apprendere della scomparsa di Gianni Zappi, che non solo ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo del basket nella sua Imola, ma è stato per molti allenatori, me incluso, e per molti anni un punto di riferimento per il suo impegno a favore della categoria, del movimento tecnico, dei diritti e doveri degli allenatori. In questo momento il mio abbraccio personale va alla sua famiglia».

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