Basket, la favola di Aglio per riportare la Virtus Imola in B

Sogno o son desto? La Virtus Spes Vis torna in serie B. Dopo 17 anni d’attesa, sfortune sportive e ribaltoni dirigenziali, l’Imola del basket sponda giallonera batte Ferrara nella bella di finale e giocherà di nuovo nel torneo cadetto.

La favola del capitano

Silenzioso, predisposto al lavoro sporco, domenica sera Jacopo Aglio si è preso la scena che meritava, ha siglato i canestri decisivi sfruttando tutte le sue doti offensive. «Sapevamo che sarebbe stato complicato battere Ferrara – dice Aglio – squadra con giocatori d’esperienza. Noi siamo stati bravi nel terzo quarto a cambiare l’inerzia del match, difendendo più ordinati e trovando il canestro con regolarità. Ho dentro un’emozione grandissima, difficile da esprimere. Sono orgoglioso di avere contribuito a conquistare questa promozione per la società e per i tifosi che, in questi anni difficili, ci sono stati sempre vicini».

Il condottiero

Marco Regazzi è stato il deus ex machina sul campo. «Abbiamo vinto, è tutto perfetto. Pubblico straordinario, bravi a soffrire, mostrando forza e coraggio. La partita è stata complicata: all’inizio eravamo pieni di paura e siamo andati sotto. Nel terzo quarto ho deciso di rischiare un po’ prima del previsto Aglio che aveva tre falli, sapevo che il suo marcatore, Augusto gli avrebbe lasciato molto spazio, preferendo flottare dentro l’area per raddoppiare sul post basso o aiutare a rimbalzo. Aglio si è preso le sue giocate coi tempi giusti, ha messo dentro due triple che hanno svoltato».

Il futuro? «Non c’è nulla di definito. Il mio contratto è scaduto domenica, durava tre anni. Ma questi sono solo numeri. Io sono imolese e ho giocato in questa società. Ho il desiderio di continuare qui e credo che da parte della dirigenza ci sia la stessa volontà».

Le ambizioni del presidente

Dietro le quinte c’è anche lui, Stefano Loreti. Presidente silenzioso ma sempre presente e vicino alla sua squadra che ha dato il via a questo progetto tre anni fa, con la volontà di portare i gialloneri in serie B, dopo 17 anni.

«L’obiettivo promozione era triennale, abbiamo rispettato le tappe del percorso iniziato nel 2019 con Regazzi. Il primo e secondo anno servivano per ricostruire e il terzo per provarci davvero. Dalla prossima si comincia a programmare il futuro, che non sarà facile. Oltre allo scoglio di una categoria superiore, il prossimo anno dovremmo arrivare fra le prime sei a causa della riforma dei campionati».

E le voci sulla possibile fusione con l’Andrea Costa? «Adesso non c’è tempo per fusioni. Ma per la stagione 2023-24 non la escludo. Unire le forze e non disperdere capitale sia un atto di forza e consapevolezza. Non sono l’unico a pensarla così».

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