In attesa dei calendari di A2 e B, che arriveranno la prossima settimana (ritardi causati dalle problematiche per i numerosi turni infrasettimanali e gli incastri delle trasferte al Nord delle siciliane), la Lnp ha chiesto alla Fip di cambiare l’orario ufficiale di gioco della stagione 2020-2021, passandolo dalle 18 alle 17.

Iniziativa abbastanza curiosa, considerando come attualmente i problemi delle società siano ben altri, specie se l’intento della lega sembra quello di favorire così “nel periodo invernale l’afflusso nei palasport in particolare dei nuclei familiari, che rappresentano una base importante … consentendo un rientro a casa a fine gara più agevole in vista degli impegni scolastici del lunedì per bambini e ragazzi … strategie mirate a vantaggio dei club per una tipologia di spettatori che, tra l’altro, in vista delle possibili riduzioni di capienza, non necessita del distanziamento sociale nelle sedute all’interno degli impianti”.

Fino a primavera

Premessa importante. Questo cambiamento riguarderebbe i match fino al 27 marzo 2021, poi in concomitanza con l’entrata in vigore dell’ora legale si tornerebbe all’antico, sia causa i problemi di “finestratura” di molti impianti (troppa luce alle 17) sia per la tendenza della gente a stare più fuori con l’inizio della primavera. La Lnp all’ultimo incontro con i club ha presentato uno studio nel quale spiega che, la scorsa stagione, mediamente 1.26 partite (su 14) a giornata di campionato in A2 sono state anticipate alle 17. Di qui la proposta, anche per andare incontro all’esigenza delle squadre di ridurre i costi per le trasferte più lunghe, dando loro la possibilità di prendere l’ultimo treno-volo e di non stare una notte in più in hotel (problematica quasi esclusivamente delle siciliane e delle loro ospiti). La proposta, che ha incontrato risposte contrastanti dalle società, lascia però la possibilità a ognuna di esse di restare al “vecchio” orario delle 18, attraverso comunicazione da inoltrare alla Fip prima dell’uscita dei calendari.

Da quel momento in poi, per cambiare orario o data delle partite, serviranno l’avallo degli avversari e un contributo economico, quindi le romagnole dovranno decidere prima.

Tutto come prima

I club comunicheranno la scelta nelle prossime ore alla Fip. In A2 Forlì deve rifletterci e non si butta via per le 17, anche se il potenziale incrocio con gli eventi della vicina Fiera (alcuni match spostati l’anno scorso alle 19) rende poco credibile questo scenario. Ravenna è orientata per le 18, pur riconoscendo i vantaggi dell’anticipo in occasione delle trasferte aeree. Guardando alla B, Imola e Faenza resteranno fedeli alle 18, Rimini non scarta la soluzione delle 17 e potrebbe seguire la “maggioranza”, come pure Cesena. Il problema del potenziale incrocio con i match di calcio delle formazioni locali (Ravenna, Imolese, Cesena e Rimini) rappresenta un’ulteriore incognita, anche se parliamo in gran parte di tifoserie “differenti”. Di certo, 17 o 18 che sia l’ora della palla a due, il vero problema è sapere se qualcuno potrà entrare a vederle queste partite. L’orologio sembra il minore dei mali.

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