Basket, il Comune di Rimini vuole rilevare il PalaFlaminio

Il palazzetto dello sport Flaminio potrebbe diventare di proprietà del Comune. E l’operazione, sulla quale la Provincia, proprietaria dell’immobile, e Palazzo Garampi stanno lavorando da un po’ di tempo, è proseguita sottotraccia, in silenzio, in attesa di una possibile concretizzazione. Tutto questo per garantire il recupero e la riqualificazione della struttura sportiva, fino a renderla in linea coi regolamenti del basket professionistico in quel sogno che si chiama A1. Conferma il presidente della Provincia, Riziero Santi: «Sì, sono in corso contatti da un paio di mesi. Stiamo parlando un po’ di tutto, anche delle compensazioni, che, però, ancora non sono state fissate. Ma che dovrebbero comunque pareggiare i 5 milioni di euro del valore complessivo del Palazzetto». Se l’obiettivo del Comune è chiaro, puntare molto sullo sport e in particolare sul basket, da sempre, insieme al calcio, tra le attività più diffuse tra i giovani riminesi, non si comprende, invece, il motivo che spinge la Provincia a liberarsi del Flaminio. Spiega Santi: «Il palazzetto dello sport non rientra tra quelle infrastrutture che rappresentano il nostro core business e sulle quali vogliamo puntare in chiave di valorizzazione futura del patrimonio. È chiaro che nella trattativa privilegeremo quegli immobili che rispecchiano meglio la nostra attività e che siano in sintonia col nostro patrimonio».

È evidente che Palazzo Garampi, una volta ottenuto il Flaminio si adopererà per riqualificarlo e rilanciarlo nel mondo del basket che conta. Dopo la conquista, nel giugno scorso, da parte di Rinascita Basket Rimini (di cui, fino al novembre scorso, l’assessore allo Sport, Moreno Maresi, ne era stato il vice presidente) della serie A2, e il ritorno di quell’entusiasmo dei vecchi tempi, quando Rimini navigava nell’olimpo della pallacanestro, che da oltre dieci anni ormai non si respirava più in città.

E allora, lavori di ampliamento per avere altri trecento posti e cantieri allestiti per creare nuove e più efficaci uscite di sicurezza davanti a un pubblico biancorosso sempre più numeroso e caldo. Manca però una cosa, la più importante: la messa su carta dell’accordo Comune-Provincia. «Vedremo – chiosa Santi – ci stiamo lavorando».

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