Tutto si sarebbero aspettati i dirigenti del basket italiano dilettantistico (dall’A2 in giù) da questa stagione imprevedibile e piena solo di incertezze, tranne che sarebbe diventato un problema disputare addirittura le tradizionali amichevoli d’allenamento. O scrimmage usando il solito inglesismo. E invece è proprio così. Colpa di protocolli poco chiari e di risposte sempre e comunque lente da parte di chi di dovere.

Interpretazioni differenti

Il documento pubblicato dalla Fip il 27 agosto scorso (e poi aggiornato il 3 settembre), al capitolo procedure mediche specifiche riportava la seguente frase: «Le procedure di screening saranno effettuate nei 5 giorni precedenti la ripresa delle competizioni finalizzate alla preparazione dei rispettivi campionati (incontri amichevoli e/o tornei ufficiali)… e poi nei 5 giorni precedenti l’inizio del rispettivo campionato».

La maggior parte degli addetti ai lavori e dirigenti, in assenza fra l’altro di ulteriori specifiche federali, ha legittimamente interpretato il protocollo così: test prima dell’esordio in amichevole o torneo ufficiale, quindi la Supercoppa, e prima del campionato. Fuori “dal giro” restavano gli scrimmage, vere amichevoli d’allenamento sempre a porte chiuse (a maggior ragione in tempi di Covid19), senza tenere il punteggio e spesso con arbitri “improvvisati” (non federali insomma). Con il passare dei giorni, l’inizio dei raduni e l’avvicinarsi delle amichevoli, però, il fronte dei dubbiosi ha preso il corpo, partendo da una semplice considerazione grammaticale: nel testo della Fip “ufficiali” era vicino a tornei e non ad amichevoli.

Il chiarimento decisivo

Insomma, molti hanno cominciato a pensare che il primo test servisse già a 5 giorni dall’esordio in pre-campionato, scrimmage o amichevole ufficiale che fosse. E dopo parecchie domande rimaste senza risposta, è arrivato un chiarimento importante da parte della Lnp ad una delle società incerte: «Per quanto riguarda gli scrimmage e le gare amichevole/tornei in fase di preparazione, sono da intendersi equiparate. È quindi necessario effettuare i test richiesti 5 giorni prima della prima gara. Successivamente, anche incontrando nuove squadre, è richiesta una autocertificazione settimanale fino all’inizio del campionato, altro momento in cui sarà necessario fare i test, sempre 5 giorni prima dell’esordio. Il termine dei 5 giorni è indicato dal protocollo sanitario e non modificabile».

A mettere ulteriori puntini sulle i, poi, il comunicato della Fip: «La Procura Federale avrà il compito di effettuare i controlli e i sopralluoghi necessari affinché i protocolli vengano rispettati».

Insomma, chi non fa i controlli non può giocare le amichevoli, e chi ci prova comunque rischia grosso.

Conclusioni

Quindi le squadre dall’A2 in giù (comprese C Gold e Silver) dovranno svolgere due tornate di test per essere in regola, magari sfruttando l’accordo firmato dalla Lnp con quella Federlab (2000 struttura associate su tutto il territorio) che già “controlla” a domicilio le formazioni della Lega Pro di calcio. Ricordato che per l’A2 il protocollo prevede un esame sierologico e due tamponi a 72 ore di distanza l’uno per l’altro, mentre per la B il sierologico e un tampone rapido (quello per intenderci utilizzato negli aeroporti sulla saliva), che non è ancora stato completamente riconosciuto dal Ministero della Salute (in Emilia-Romagna non lo svolge nessuno), da oggi tutte le formazioni romagnole si sistemeranno con i controlli in base al calendario degli scrimmage. Le prime, vista l’amichevole di sabato prossimo, saranno Rimini e Forlì: Faenza aveva già svolto i sierologici prima del raduno ma dovrà ripeterli visto il termine tassativo dei 5 giorni. Idem Ravenna. E presto toccherà pure a Imola e Cesena. E poi via a questi benedetti scrimmage.

Roderick, oggiil tampone per poter tornare mercoledì

Il ritorno di Terrence Roderick al Pala Galassi 7 anni dopo averlo calcato per l’ultima volta in garatre di play-off tra Forlì e Brescia, si avvicina. La guardia statunitense oggi verrà sottoposto a un nuovo tampone per verificare le sue condizioni di salute e se risulterà negativo, il suo isolamento domiciliare resosi necessario per ottemperare ai protocolli anti-Covid, potrà considerarsi concluso.

Roderick è sbarcato in Italia dagli Usa il 3 settembre e prima della partenza si era già sottoposto a un tampone risultato negativo. Sino ad oggi ha svolto preparazione fisica individuale con i pesi, le attrezzature e le tabelle fornite dalla società, ma se il test odierno darà il via libera, domani potrà svolgere le visite mediche e l’esame per l’idoneità sportiva. Ultimo passo prima di vederlo in campo ad allenarsi con i compagni da mercoledì. e.p.

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