Basket B2, Corcelli e Morara: incroci speciali in Imola-Faenza

Quando nasci a Imola la pallacanestro ce l’hai nel sangue. E il derby di domenica al Pala Ruggi fra Andrea Costa e Faenza vedrà protagonisti proprio due ragazzi imolesi, che hanno imparato ad amare la palla a spicchi da piccoli e attorno a quella hanno costruito tutto un mondo di sacrifici, amicizie e passioni.

Nunzio Corcelli e Marco “Morris” Morara hanno storia diverse: il primo più talentuoso e dirompente (anche caratterialmente) sin dal minibasket, il secondo bravo a costruirsi stagione dopo stagione senza lesinare sugli allenamenti estivi e determinato a raggiungere il massimo del proprio potenziale.

Dal 2012-2013 quando firmarono entrambi alla Virtus Medicina, hanno giocato praticamente sempre assieme, con due anni in giallonero, poi altri due alla Virtus Spes Vis Imola, tre a Ozzano (con Federico Grandi come allenatore, promossi in B) e la scorsa stagione all’Andrea Costa. Entrambi hanno da tempo un lavoro per il quale non hanno comunque rinunciato al basket e questo rappresenta già, di per sé, il miglior manifesto di due amici che, domenica, saranno avversari per 40’. Due imolesi innamorati della pallacanestro.

Domenica sarete avversari dopo aver giocato assieme 8 degli ultimi 9 anni, sarà un po’ strano?

Corcelli: «Sì, abbastanza. C’era già successo una volta nel 2016-‘17, quando Marco andò a Ozzano e io restai alla Virtus Spes Vis. Ricordo che sin dal riscaldamento non gli rivolsi la parola e nemmeno uno sguardo, perché so quanto soffre certe cose. Infatti vidi sul suo volto una chiara disapprovazione, ma alla fine era tutto passato. Chissà, forse domenica lo rifarò».

Morara: «È sempre complicato sfidare Nunzio, perché ci lega qualcosa di più di una semplice amicizia. Credo che soffrirò come in quella partita da lui ricordata. Andai per dargli un “5” prima dell’inizio e Nunzio si voltò dall’altra parte. Beh, mi uccise mentalmente».

Cosa vi manca del vostro ex compagno durante la settimana e in partita?

Corcelli: «Durante la settimana mi mancano i nostri battibecchi, che nascono da una visione diversa del basket. La domenica invece la sua presenza al mio fianco specie nei momenti di difficoltà. Marco è una persona importante della mia vita e sa come calmarmi e darmi fiducia».

Morara: «In settimana sento la mancanza di due cose. In primis delle sue “prese” sotto canestro e poi delle “macchinate” che facevamo per andare a Ozzano ad allenarci. Insomma, mi manca lui, tutto quello che è Nunzio».

Il perché della vostra scelta estiva? La rifareste?

Corcelli: «Si, assolutamente. A Imola sto bene, sono comodo e posso continuare a giocare a buon livello pur lavorando e facendo il papà. Stimo molto Marco per come riesce a fare basket fuori città pur con un altro lavoro, io non ci riuscirei più. Qui sono attorniato da persone che mi vogliono bene e l’arrivo in panchina di Grandi ha rappresentato il classico quid in più».

Morara: «A Faenza ho trovato una situazione perfetta, a livello ambientale e societario, dove si può fare un buon basket. Certo, vorrei giocare di più, ma sto cercando di capire fino in fondo cosa si aspetta da me coach Serra e di meritare così maggior spazio. Ci veniamo incontro entrambi insomma. Se lo rifarei? Si».

Entrambi siete dovuti restare fuori per infortunio, quanto è duro recuperare e ritrovare poi il feeling con la squadra?

Corcelli: «In realtà prima che con i compagni, devo ritrovare il feeling con me stesso. Non sono ancora a posto, per andarci del tutto dovrei restare fermo due mesi, ma già solo visto che lavoro è impossibile. Gioco sul dolore, stringo i denti e cerco di dare il mio contributo in campo. Non è facile e credo che si veda come sto, che non sono io insomma. La squadra la sento vicina, ha fatto e sta facendo di tutto per rimettermi al centro del gruppo, però il feeling tecnico va a perdersi stando tanto fuori. Bisogna avere pazienza».

Morara: «In pre-campionato ho subito una distorsione alla caviglia pesante e dopo pochi giorni ero di nuovo in campo. Mi sono rotto poi un dito del piede e ho recuperato prima del previsto. Insomma, se gioco poco non è colpa degli infortuni, ma solo del mio rendimento».

Cosa pensa della squadra avversaria che andrete ad affrontare domenica?

Corcelli: «Faenza è molto forte e non a caso ha vinto la Supercoppa meritatamente. Forse hanno patito lo sforzo in questa prima parte di regular season, ma sono sicuro che si riprenderanno e arriveranno in quella parte di alta classifica che si sono prefissi. Mettono davvero tanta energia in campo e dietro sanno difendere alla grande».

Morara: «Imola è una bella squadra, davvero. Hanno trovato subito la giusta alchimia, merito dei giocatori e del coach. Ecco credo che per il tipo di pallacanestro e la “fotta” messa in campo, sia in attacco che in difesa, rispecchino alla perfezione tutto quello che è Federico Grandi, ovvero forza e intensità».

Vi aspettavate una partenza simile di stagione da parte dei vostri prossimi avversari?

Corcelli: «Di sicuro non avrei mai pensato di trovarmi davanti a loro in classifica dopo nove giornate. La pallacanestro però, fortunatamente, non è una scienza perfetta e tanti fattori possono scombinare quelli che sembrano rapporti di forza scritti. Noi ci stiamo divertendo e speriamo di proseguire così, consapevoli di come l’obiettivo stagionale resti la salvezza».

Morara: «Sinceramente non credevo che l’Andrea Costa potesse cominciare così. Con un roster quasi completamente nuovo e tanti giovani, l’idea degli addetti ai lavori era che all’inizio avrebbe stentato, invece no. Bravo Grandi a dare libertà e fiducia al gruppo, valorizzando giocatori che avevano bisogno di questo tipo di approccio. La sua mano si vede eccome».

Chi è il favorito domenica e cosa o quale fattore potrà decidere il derby?

«Corcelli: «Non vedo una favorita, perché in questo campionato tutti possono battere tutti. Sarà una partita all’insegna dell’intensità e spero che la differenza possa farla il Pala Ruggi. Il calore dell’Onda d’Urto rappresenta sempre una spinta speciale per noi. Magari domenica ci sarà il pienone».

Morara: «Imola forse sta meglio, noi stiamo cercando di uscire definitivamente da un periodo un po’ grigio e di trovare la necessaria continuità. Non vedo favoriti, di certo dovremo dare il 100% per vincere in un posto speciale come il Ruggi. L’anno scorso purtroppo, causa il Covid, non mi sono potuto godere il pubblico biancorosso, ma in queste prime partite ho visto tanta gente sulle tribune e la loro curva si farà sentire».

Azione decisiva del derby, ultimo time-out, cosa consiglierebbe al suo compagno che deve difendere su Corcelli o Morara?

Corcelli: «Non ci sono problemi, intanto se Faenza deve dare un tiro decisivo non toccherà certo a Marco (ride, ndr). Battute a parte, io poi sono scaramantico di natura e dopo aver detto così sicuramente la vincerà Morris (ride ancora, ndr)».

Morara: «Gli direi di stare incollato a Nunzio fin dalla rimessa e di non perderlo per nessuna ragione al mondo, perché lui ha sempre l’asso nella manica e lo può tirare fuori in ogni momento. Corcelli ha esperienza e talento e vive per quel tipo di situazione».

Reale, Trapanie Carnovalitutti recuperati

Dovrebbero presentarsi in campo al completo domenica al Pala Ruggi sia Andrea Costa che Raggisolaris. In casa biancorossa Emanuele Trapani ha ripreso mercoledì ad allenarsi con il gruppo e Tommaso Carnovali (botta al ginocchio) non sta forzando il ritmo, ma ci sarà. Sul fronte faentino non preoccupa la distorsione alla caviglia subita domenica contro Montegranaro dal play Thomas Reale, che ha lavorato insieme alla squadra pur se non per tutta la durata della seduta.

Per chiudere una curiosità: l’ultima vittoria di una squadra di basket faentina in casa dell’Andrea Costa è datata addirittura 1970, esattamente 51 anni fa, con l’allora Club Atletico a imporsi nel campionato di Promozione. Per Imola, insomma, gli scongiuri sono d’obbligo. R.R.

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