Basket B, Virtus e la rivelazione Carta: “Che carica i nostri tifosi”

Tra le tante rivelazioni della Virtus Imola di questo inizio stagione c’è sicuramente Riccardo Carta, ala-forte classe 2003 alla sua prima esperienza da professionista dopo il percorso giovanile tra Virtus Bologna e la più recente Pallacanestro Reggiana, che lo ha prestato ai gialloneri per “farsi le ossa”.
Alto 203 centimetri, ha iniziato con il botto la sua esperienza in serie B mettendo a segno una doppia-doppia da 10 punti e 12 rimbalzi nella sconfitta casalinga contro Jesi. Nelle partite successive c’è stato un calo del suo score personale, ma non ha mai fatto mancare la grinta sotto canestro e ha tenuto una media di 5.3 punti a partita.


Esperienza positiva

Il numero 3 giallonero si esprime così sulla sua nuova casa virtussina. «La mia esperienza alla Virtus si sta rivelando positiva sotto tutti i punti di vista: gli allenamenti di squadra, individuali tecnici e fisici, il buon gruppo squadra che si è creato fin da subito e la possibilità di frequentare l’università sono i principali, tutt’altro che scontati e fondamentali per potersi esprimere al meglio. Lo staff poi ha il merito di mettermi nella condizione mentale per affrontare senza pressioni ogni partita e anche questo non è scontato. L’adrenalina, la carica che ci trasmettono i tifosi in casa e in trasferta sono le sensazioni predominanti in ogni partita».


Crederci sempre

Nonostante il grande inizio giudicato sorprendente da molti addetti ai lavori, Carta è una voce fuori dal coro. «Sentivo che la gente ci definiva come “underdogs” e questo ha creato una reazione da parte nostra, è stato come gettare ulteriore di benzina sul fuoco. Non ho mai pensato che non fossimo all’altezza, anche perché fin dai primi allenamenti abbiamo dimostrato voglia di far bene».
Esordire nel mondo dei professionisti è sempre un’emozione particolare e Carta, che a Imola ha ritrovato il suo compagno Soliani, si era già fatto un’immagine del girone dove avrebbe poi giocato. «A dire il vero, essendo il mio primo anno in B, non avevo termini di paragone per sapere quale fosse il livello delle avversarie. Però mi ero fatto l’idea, poi confermata dai fatti, che la B sarebbe stato fosse un campionato di alto livello».
Obiettivi? «Punto a migliorare il più possibile fisicamente, tecnicamente e come capacità di lettura dei giochi e delle situazioni. I presupposti sono più che buoni, devo continuare così».

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