Basket B, Rimini-Roseto: la parola chiave è “durezza”

Secondo voi i play-off li vincono i lunghi o le guardie? La risposta a questa domanda, molto probabilmente, sancirà chi tra Roseto e Rimini (gara1 domenica alle 20 al Pala Maggetti) salirà in A2.

Di base, i campionati li determinano gli esterni, e questo vale dalla Uisp fino all’Nba, almeno percentualmente. Il perché è presto detto: la palla in mano ce l’hanno più spesso i “piccoli”, che quando si decidono i match e con la stanchezza che aumenta, spesso vanno di uno contro uno. Il giocatore più forte in questo fondamentale è di Rbr e si chiama Andrea Tassinari: nei play-off, sino a qui, 15.1 punti di media con il 37% da tre, il 90% ai liberi e 5 assist. Il bello è che qualcuno lo critica anche… Senza di lui, determinante in entrambe le sfide del Pala Cattani, Rimini non avrebbe vinto 3-1 con Faenza. Punto. Anche Masciadri ha determinato parecchio: 14,7 punti, addirittura il 57% da tre e 6.3 rimbalzi, con canestri nei momenti più importanti. Parliamo di “gente” che giocava titolare o quasi in A2, e lo è anche Valerio Amoroso che oltre a esserne il capitano, di Roseto è pure il faro: 13.7 punti ma col 66% da due e “solo” il 29% da tre, oltre a 7.3 rimbalzi, nelle 7 partite play-off disputate dagli abruzzesi, che come Rimini hanno vinto 3-0 nei quarti e 3-1 in semifinale. Il “4” titolare della Liofilchem è Asa Nikolic, classico lungo “verticale” che Rimini di default può soffrire (si legga Aromando), seppure Arrigoni e Rinaldi siano due ottimi difensori, fisicamente pronti per una finalissima. I numeri sono impressionanti: 17.7 punti col 62% da due e 7.7 rimbalzi, ma un non soddisfacente 72% ai liberi (non è un delitto, quindi, mandarlo in lunetta).

Quindi, detto della sfida sotto, passiamo al perimetro: se Saccaggi (9.7 punti col 30% da tre) si sveglia definitivamente, la bilancia penderà probabilmente dalla parte di RivieraBanca, poiché Bedetti è on fire (8.5 punti e 4.5 rimbalzi più una gran difesa e un atteggiamento da leader) e Rivali pareggia il fosforo di Ruggiero. Nicola Mei (11 punti col 50% da tre) ma ancor di più Andrea Pastore (10.6 punti col 36% da tre e 4.6 assist) sono da fermare e Rimini può pensare di alzare l’intensità a più non posso. Chiariamoci: Roseto è squadra forte, ha talento e punti nelle mani, ha perso solo contro Ancona in regular season in casa ma non ha la “durezza” delle due Rieti. Durezza è proprio il concetto che coach Mattia Ferrari ha più volte sottolineato quale discriminante per la vittoria finale: Rimini deve metterne di più degli altri, considerando che è squadra da trasferta e che, volendo (perché nella semifinale non è stato fatto) può avere una rotazione allargata a undici uomini, contro gli otto della Liofilchem.

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