Basket B, Rimini cerca il “gol” del raddoppio a Roseto

Meno due. Le vittorie che mancano alla conquista dell’A2 sono sempre di meno e la Rinascita, adesso, ha messo addosso a Roseto fardello ancor maggiore di quello che si respirava in garauno.

Se stasera (palla a due alle 20.45 al PalaMaggetti) dovesse scapparci un altro raid, la promozione nel “basket con gli americani” sarebbe vicinissima per RivieraBanca ed è per questo che Rimini vuole sfruttare l’onda, sfruttando la paura che potrebbe instillarsi nella mente della Liofilchem, già l’anno scorso battuta in finale play-off a garacinque.

«Serie indirizzata? Ancora no – è l’incipit di Eugenio Rivali, specialista delle vittorie del campionato cadetto – la serie sarà molto lunga, anche se di sicuro è stato molto importante iniziare così. Come? Rispettando il piano partita, che prevedeva di non farli esaltare e non concedere loro contropiede e campo aperto. Siamo riusciti a mantenere alta la concentrazione per 40 minuti, questo ha pesato molto».

La Rinascita ha tirato da tre alla grande (13/24, 55%…), affidandosi spesso all’uno contro uno con scarico vincente e stringendo i due lunghi rosetani, Amoroso e Nikolic, in una morsa che soprattutto l’ex Montegranaro e nazionale non è riuscito a evitare.

«Sapevamo che Valerio innesca anche i compagni e volevamo impedirlo – conferma il play biancorosso – ma in generale anche nei momenti nei quali loro sono ritornati e addirittura ci hanno sorpassati, siamo rimasti lì, soffrendo».

Il tallone? «Mi fa male, non mi sono allenato tutta la scorsa settimana ma non potevo star fuori, ho stretto i denti, poi l’adrenalina ha fatto il resto».

Roseto aggredirà garadue subito, mettendo le mani addosso ai biancorossi, che però se lo aspettano: quanto potrà essere diverso stasera? «Ci saranno degli accorgimenti ma il piano tattico sarà più o meno quello, in ogni caso abbiamo tante alternative di scelta in attacco, poi in base a quanto vedremo nel video ci adegueremo, così come faranno loro».

Da quel che si è visto domenica, Roseto è una squadra talentuosa ma che ben si accoppia con Rimini, diversamente da Faenza che aveva meno peso specifico ma più imprevedibilità. Insomma: se Rimini terrà l’asticella dell’attenzione al massimo, non sarebbe strano ripresentarsi al Flaminio con tre match point.

A proposito di pressione: a questo punto, quanto può incidere su chi è sopra o chi è sotto? «In una finale la pressione è su tutti e per tutti in qualsiasi momento, non si gioca mai a cuor leggero, è un discorso che vale il giusto. La chiave sarà resettare, archiviare il primo match perché non possiamo permetterci di regalare niente, loro possono metterci in difficoltà anche al Flaminio per cui bisogna restare sul pezzo come se non avessimo fatto nulla. A garatre ci penseremo, il segreto dei play-off è quello, pensare al presente e basta».

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