Basket B play-off, Faenza vuole mettere Ruvo con le spalle al muro

Sospesi in un’oasi di quiete nell’Alta Murgia, immersi nella calura di questa specie di estate anticipata, i Raggisolaris si isolano, distanti da una Faenza in cui monta una sotterranea euforia, alla ricerca della miglior concentrazione in vista dell’odierna garadue (ore 21, arbitri Picchi di Frosinone e Faro di Roma).
Che potranno affrontare con minor pressione rispetto agli avversari, per i quali perdere il secondo atto significherebbe arrivare al PalaCattani già con le spalle al muro. Il match di domenica ha fornito ai neroverdi le risposte migliori ai propri quesiti, ovvero che l’impresa è alla portata, in barba alla situazione di classifica di regular season.
L’esito di una partita così equilibrata avrebbe potuto essere opposto, ma il fatto sostanziale non muta: si tratta di una serie “giocabile” e scevra da ranking e di un fattore campo che stasera potrebbe essere più pesante, come ha mostrato il finale di gara, nel quale i tifosi di casa hanno acceso fumogeni all’interno del PalaColombo, ritardandone la conclusione. Ma anche sul parquet ci si attendono contromosse di Ruvo, che potrebbe optare per difese più tattiche ed adeguate, solo intraviste in garauno.
«Stiamo cercando di recuperare le energie – commenta nell’attesa coach Garelli – per cercare di farci trovare pronti anche stasera. I primi caldi si stanno facendo sentire e ci sono tutti gli ingredienti per un’altra partita dura. I risultati delle prime gare di una serie possono lasciare il tempo che trovano. La differenza nell’espressione del gioco tra le due squadre è minima, quindi teniamo la guardia alta».
Dall’altra parte della barricata si resta in ansia per i recuperi degli acciaccati Markovic e Mastroianni e si serrano le fila sugli errori commessi. «Non abbiamo giocato un match da play-off – spiega il coach di casa, Francesco Ponticiello – al contrario di Faenza. Un match perso in casa non è un dramma, se si ha la forza, la fiducia e l’atteggiamento giusto per ripartire subito: dobbiamo tornare ad una performance all’altezza dei nostri standard, sia come organizzazione offensiva, senza farci prendere da frenesie individuali, sia in difesa, evitando di regalare rimbalzi che diventano fattori importanti in un match a basse percentuali».

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