Basket B, Imola-Rimini: Trapani spinge sul gas

Diversi, diversissimi, ma ugualmente leader. Domenica al Ruggi Emanuele Trapani e Andrea Tassinari cercheranno di condurre le rispettive squadre alla vittoria, in un derby sempre sentitissimo come Imola-Rimini. Entrambi play, in un’accezione non tradizionale del ruolo, entrambi devoti al gioco. Difensore e amante delle zingarate il primo, dotato di un enorme talento offensivo e di una mano fatata il secondo (sempre nel cuore dei tifosi imolesi per la tripla decisiva scoccata in un’Andrea Costa-Forlì, match salvezza del 15 aprile 2017). Torneranno ad affrontarsi, l’abruzzese e il centese, a più di due anni dall’ultima sfida diretta: «Sì, era l’8 giugno 2019 – esordisce il nativo di Giulianova – non potrei dimenticarlo. Gara5 della finale promozione per l’A2 che vide l’Orzinuovi di Tassinari battere per 3-2 noi dei Tigers Cesena. Quella stagione giocammo contro 7 volte (5-2 il conto a favore del neo riminese, ndr), tra regular season e playoff, poi non ci siamo più affrontati”.

Museruola al Genio

Per Trapani si prospetta l’ennesima domenica di sfacchinate difensive, perché .. «Rimini ha un potenziale enorme, a loro bastano 2’ per spaccare la partita e noi dovremo cercare di sfruttare il fattore campo, mettendola sul piano fisico. Sono più forti di noi a metà campo, questo bisogna ammetterlo senza vergogna, però potremo giocare con la testa libera e una grande fiducia dentro. Tassinari? Impedirgli di accendersi sarà il mio obiettivo, ma se parliamo di individualità allora potremmo andare avanti all’infinito ad elencare le loro bocche da fuoco. Ecco, alla fine per me il vero giocatore chiave della Rbr resta Eugenio Rivali, uno che sa far girare la squadra, che rinuncia al proprio per il bene dei compagni, che passa la palla divinamente e ha esperienza da vendere».

Fattore Ruggi

L’Andrea Costa potrà fare affidamento sulla spinta del Pala Ruggi, che farà segnare il nuovo record stagionale di presenze: «Il calore dei tifosi lo sentiamo e contro Giulianova la curva è stata decisiva. Nel finale ha condizionato gli avversari e credo un po’ anche gli arbitri, oltre a darci un’energia aggiuntiva fondamentale. Io a 5’ dalla fine ero stanchissimo, ma il sostegno della gente mi ha spinto ad andare oltre. Ho capito che la squadra aveva bisogno di difesa, dato che stavamo calando, e ho messo le energie residue dietro, lasciando spazio davanti a chi ne aveva di più, come Carnovali e Cusenza».

Dimostra realismo l’ex Cesena quando analizza il segreto dell’Andrea Costa capolista e guarda avanti al traguardo ancora lunghissimo: «Bisogna essere onesti, per ora tranne Npc Rieti, Roseto e Cesena, abbiamo affrontato avversari del nostro valore. Ora arriveranno partite più difficili e dovremo essere bravi a gestire psicologicamente anche le eventuali sconfitte. Siamo una squadra, ognuno grazie al lavoro di coach Grandi ha trovato in fretta il proprio ruolo e questo ci deve lasciare tranquilli verso l’unico obiettivo stagionale, la salvezza».

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