Basket B, Arrigoni: “Rimini, attenzione ad Ancona”

Quattro rintocchi e poi saranno play-off. Nel frattempo, la Pasqua biancorossa ha portato allenamenti e riposo, in quest’ordine, per riprendere con il mirino fisso su Ancona, trasferta che di fatto rappresenta uno degli ultimi scogli per certificare un primato “regolare” al momento meritato (con tre successi su quattro, considerando anche la Npc Rieti, sarebbe pole-position matematica). Non sarà semplice, in casa di Panzini e soci, che hanno battuto Rimini all’andata al Flaminio ma sembrano essere più squadra da trasferta (non a caso hanno vinto anche a Roseto, perdendo però quasi tutti gli scontri diretti in casa).
Chi meglio di Marco Arrigoni (assieme a Tassinari, sin qui mvp della stagione di RivieraBanca), può iniziare a dare le coordinate di questa sfida? «Squadra difficile da affrontare, ci stiamo concentrando sul non perdere la bussola nei momenti di difficoltà e ragionare contro una difesa che sa metterti i bastoni tra le ruote come fatto all’andata – attacca proprio l’ala forte biancorossa – Ricordo che ci costrinsero a prendere tiri affrettati con le loro varie difese, tiri fuori ritmo per noi, per cui le chiavi saranno pazienza e concentrazione, concedendo il meno possibile dietro. Io sto bene, ho recuperato energie e sono pronto a mettermi a disposizione del gruppo come sempre».
Si diceva, in avvio, dei play-off: arrivare primi nella griglia e quindi giocare sempre le prime due della serie in casa (e anche l’eventuale quinta, ovviamente) conta così tanto? «Secondo me sì – dice “Arro” –, soprattutto perché un palasport così, alle spalle, può fare la differenza. In ogni caso tra campionato e play-off cambia tantissimo, in una regular season da 30 match puoi permetterti un passo falso, hai più margine, in una serie 3 su 5 ogni sconfitta è pesante, non bisogna lasciare niente, sbagliare il meno possibile».
E’ evidente che oltre a una superiorità tecnica marcata, Rimini può far valere una profondità di rosa invidiabile, che alla lunga, e con tante partite ravvicinate, davvero può essere decisiva. «Sì, concordo, questo aspetto può fare la differenza. Noi come la “mia” Unieuro Forlì promossa in A2? Ci sono delle analogie ma penso che siano due situazioni molto diverse, qui abbiamo sette senior e tre giovani molto bravi che tengono il campo benissimo, allora avevamo dieci senior. Sicuramente, in serie al meglio delle cinque, essere lunghi, poter contare su diversi protagonisti e anche ovviare, magari, alla giornata no di qualcuno, può farti arrivare fino in fondo. Spero davvero che il finale sia come quello, cioè con Rimini in A2».

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