Morale alto, 4 punti in classifica e all’orizzonte la trasferta “lunga” a Corneliano d’Alba di domenica (ore 18, arbitri Castellano di Legnano e Cassina di Desio). L’Andrea Costa ha ripreso a lavorare chiaramente con il sorriso sulle labbra, gestendo senza urgenze gli acciacchi di Preti (tendine d’Achille) e soprattutto Sgorbati (rimasto fermo martedì). L’ex Ravenna e Fortitudo è di nuovo alle prese con quel dolore pubalgico che lo “accompagna” da qualche stagione, gestibile con sedute dal chiropratico e tanta terapia, ma condizionante per lui che domenica scorsa ha potuto giocare solo 12’: «Diciamo che sto mediamente bene – esordisce l’ala imolese – Devo riuscire a far passare il fastidio con qualche giorno di riposo, per rientrare al più presto. Vediamo di resistere, di sicuro questo problema mi limita e gli ultimi anni non sono stati fortunati a livello fisico. Sono abbastanza abituato alla situazione, di certo credo sia arrivato il momento di risolvere la cosa in maniera definitiva e non con un “sollievo” che duri tre mesi. Fermarsi? Non ci penso proprio, devo restare attivo e trovare il miglior equilibrio possibile».

Multitasking

In questi primi quattro mesi di stagione, Sgorbati già più volte ha dovuto “soffrire” per provare a giocare nonostante gli acciacchi: «Il derby? Certo mi è dispiaciuto non rientrare più, uno vorrebbe sempre stare in campo e poter dare il 100%, ma ogni tanto stringere i denti non basta. Quando stai male poi diventa difficile dare il proprio contributo e domenica era così».

Arrivato per ricoprire il ruolo di ala piccola, l’esterno imolese con coach Moretti in realtà si sta spostando da una zona all’altra del campo, portando anche palla e marcando, alle volte, i lunghi avversari: «Il feeling con l’allenatore è stato immediato. Mi piace che lui sfrutti questo mio essere multitasking, perché è una caratteristica che ho sempre apprezzato di me stesso. Dove risulto più efficace? Questa è una domanda da un milione di euro, di certo a livello fisico di esterni con le mie doti fisiche non ne vedo tanti e se ci aggiungiamo l’esperienza che ho accumulato negli anni, allora dico che lontano da canestro posso fare bene».

Ogni tanto, però, Sgorbati dà l’impressione di accontentarsi di un arresto e tiro dai cinque metri, invece di mettere la palla a terra e attaccare il ferro. E, proprio per i motivi che ha detto prima, diventerebbe difficile per gli avversari tenerlo: «Io gioco in maniera abbastanza istintiva. Se credo di poter segnare un piazzato da fuori, non esito a prendermelo, come passo la palla se vedo un compagno meglio piazzato o attacco il ferro quando lo ritengo più conveniente o necessario. Di certo non ho paura di entrare dentro l’area e prendere qualche botta».

Tante frecce

Di certo l’Andrea Costa ha dimostrato di avere profondità e talento diffuso: «Siamo un bel gruppo. Domenica Alberti è stato l’mvp cambiando la partita e ogni volta il nostro protagonista può cambiare. Se capiamo di dover diversificare le opzioni in base agli avversari, faremo molto bene».

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