Basket A2, Unieuro o Eurobasket: chi resta in crisi?

Serve una reazione e il primo a chiederla è il coach Sandro Dell’Agnello. “Non possiamo fare finta che la sconfitta di Chiusi non sia stata brutta, lo è stata eccome e quindi domani serve una presenza forte dal lato emotivo da parte della squadra nella sua interezza: dobbiamo ribellarci a quanto è successo domenica scorsa”.

È cambiato tutto, non è cambiato nulla. Domani a Guidonia l’Unieuro gioca una partita cruciale della sua stagione e davanti a sé avrà una squadra per la quale vincere o perdere farà altrettanta differenza. Esattamente come il 29 maggio scorso, quando Eurobasket Roma e Forlì si affrontarono per garaquattro del primo turno dei play-off e i capitolini fecero propria la sfida 72-65 ponendo anticipatamente fine al cammino dei biancorossi.

Lo shock di quella doccia gelata non è mai scomparso del tutto, ma a quasi sette mesi di distanza il match che inizierà alle 17 non rappresenta solo una rivincita per Jacopo Giachetti e compagni.

Visto il momento difficile che attraversano sia i romagnoli (tre ko consecutivi e il tracollo di Chiusi da vendicare) sia gli uomini di coach Damiano Pilot (cinque sconfitte in serie alle spalle), quello degli ultimi play-off sarà probabilmente solo un ricordo, felice per i romani, doloroso per i forlivesi. Al massimo può, anzi deve, rappresentare uno stimolo in più per l’Unieuro, ma gli occhi sono tutti rivolti al presente e non a ciò che fu o “non fu” a maggio.

Come etichettare la partita?

Non come la gara della svolta, perché non potrà bastare un successo per rappresentarla. Né per gli uni né per gli altri. È sicuramente la gara dell’ossigeno o della ripartenza, auspicata e auspicabile. Perché dopo essersi impantanati, non si salta fuori dal fango con un balzo da triplista, ma semplicemente mettendovi fuori un piede. Poi, per l’Unieuro, dovrà uscirne anche l’altro nel match casalingo con Nardò e solo allora si potrà iniziare a guardare da una prospettiva diversa il futuro. Ora bisogna prima garantirselo e questo vale per tutto il gruppo squadra biancorosso, cui la società sta dando fiducia. Da iniziare a ripagare, perché non può mai essere incondizionata.

Ossigeno perché si sfidano due squadre che stanno faticando come non mai a trovarlo, specialmente in attacco. Il rientro di Kenny Hayes aiuterà di certo l’Unieuro, ma fino a che punto? La produzione offensiva dei forlivesi è la più bassa nel triennio di Sandro Dell’Agnello, 73.9 punti di media contro i 79 della scorsa stagione e gli 80.7 del 2019-2020. La più alta, invece, è la cifra delle palle perse, 15.8 (che nelle ultime 5 gare sono, poi, 17.2) contro le 13.3 e le 11 delle due annate precedenti a ritroso. I più bassi del triennio sono anche gli assist (12.3 contro 13.8 e 13.3), così come i liberi tentati (17.9 rispetto ai 21.5 con Roderick e i 18.8 dell’anno prima) e la percentuale nel tiro da due punti, ferma al 50% contro il 51% e il 55% del 2021 e del 2020.

C’è anche un dato che striglia la difesa, però. Forlì concede 15.2 assist agli avversari, contro i 14.5 e i soli 12.8 del 2019- 2020. Questo aspetto chiama in causa il match con l’Eurobasket cui regali non sono concedibili. Roma è il peggiore attacco dell’A2 con 66.6 di media, il 46% da due, il 28% da tre e 64.6 di valutazione media, ha segnato 80 punti solo con Fabriano e nelle ultime cinque partite si è fermata a 62.6 di media con il 44% da due e il 27% dall’arco. L’Unieuro deve dare un segnale.

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