Basket A2, Unieuro-Fortitudo vista da Carraretto: “Io, il pendolare del derby”

Esistono due categorie di persone abituate a fare la spola tra Forlì e Bologna, tutti i giorni o quasi. Ci sono gli studenti universitari che vanno a seguire le lezioni e a sostenere gli esami e poi ci sono tantissimi lavoratori. Tra questi ultimi, c’è un trevigiano che nel capoluogo romagnolo ha posto da anni, con la famiglia, la propria residenza, ma che il suo incarico lavorativo lo svolge sotto le Due Torri. E farlo questa settimana, soprattutto, rende speciale o quanto meno diverso dal solito, ciò che per tutto il resto dell’anno è abituale.
Il derby di domani tra Unieuro e Fortitudo Bologna sarà, a suo modo, anche quello di Marco Carraretto, l’ex “azzurro” 6 volte campione d’Italia (sarebbero 8 contando i titoli revocati a Siena) che dal 2017/2018 è general manager della Fortitudo Bologna, ma che vive sotto San Mercuriale dal 2014/2015, quando fu protagonista da atleta di due spezzoni di carriera forlivese: alla Fulgor Liberas di Max Boccio prima e ai Tigers nel 2017 prima di ritirarsi. In mezzo una stagione alla “Effe” che ora è il suo luogo di lavoro che raggiunge, ogni giorno, da Forlì.
Quanto sia sentito il derby da queste parti, il “pendolare” Carraretto lo sa benissimo e lo sta avvertendo eccome. «E’ anche una bellissima dimostrazione di una normalità finalmente ritrovata dopo due anni nei quali il Covid ha impedito che le passioni fossero vissute in questi termini di grande partecipazione – ammette l’ex cestista, ora consulente finanziario e dirigente fortitudino – Lo sport è cultura, aggregazione, condivisione e non poter dare corpo per tanto tempo a questi valori, ha creato danni economici e sociali ingenti. Per fortuna domani ci sarà una cornice d’alto livello, un palazzetto bellissimo, con migliaia di forlivesi e 400 nostri tifosi che sarebbero stati come minimo il doppio se la Questura non avesse imposto questo limite cui ci atteniamo. Va bene vuol dire che canteranno come fossero 800».
Parole, queste ultime, da Carraretto in divisa dell’Aquila, ma per lui ormai Forlì è casa. «Sì, con mia moglie decidemmo nel 2014 di fermarci per dare continuità al percorso di nostra figlia che aveva iniziato l’asilo: ci siamo trovati talmente bene che ci siamo stabilizzati». Pensare anche di lavorarci, se in ambito cestistico maturasse in futuro l’occasione alla Pallacanestro 2.015? «Sono contentissimo e onorato di ricoprire un ruolo importante in una società che porta il nome della Fortitudo, ma nella vita “mai dire mai” – sorride – Se ci fosse un interesse reciproco una volta chiusa l’esperienza che sto vivendo, sarebbe un piacere e sicuramente renderebbe più comodo il mio ménage familiare».
Tornando dal campo delle suggestioni alla realtà, Carraretto non fa mistero del valore che il derby ha per entrambe le contendenti. «Siamo tutte e due ambiziose, solo che Forlì lo è a ragion veduta da inizio stagione e non avevo dubbi sarebbe stata protagonista avendo costruito una rosa che può provare a giocarsela per la promozione. Noi dopo la retrocessione abbiamo dovuto sistemare, prima, situazioni economiche delicate e siamo diventati ambiziosi di rincorsa».
Sempre e comunque ambiziosi, però. «Sì, ma ci manca continuità e quella la si ottiene iniziando a vincere gare importanti lontano dal “fortino” del Pala Dozza e ancora non lo abbiamo fatto. Ci proveremo a Forlì, sarebbe molto importante per noi stessi e per i nostri tifosi che possono darci una beella spinta per riuscirci».
A Forlì avranno da obiettare, anche Antimo Martino e Daniele Cinciarini, due con i quali Carraretto, alla “Effe” ha vinto la serie A2. «Siccome queste situazioni le ho vissute da giocatore oltre che da dirigente, sono certo che per loro sfidarci non sarà emotivamente limitante, bensì una spinta in più. Hanno esperienza e carattere per gestire la tensione e trasformarla in energia positiva, così come giocatori quali Aradori e Fantinelli da noi. Credo che in una gara così imprevedibile saranno proprio le giocate dei “big” dell’una o dell’altra, a decidere il derby».

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