Scatta oggi alle 15.30 dal Pala Galassi contro la Top Secret Ferrara, la stagione 2020-2021 dell’Unieuro. Un esordio accompagnato da tutte quelle incognite che gravano sulla stagione più imprevedibile di sempre.

La ricetta del campionato d A2 è simile alle “Mistery Box” che i giudici di Masterchef sottopongono agli aspiranti chef e dai cui ingredienti può scaturire qualsiasi pietanza, dalla più prelibata, alla più insipida. Mettere assieme assenza di pubblico che azzera il fattore campo, infortuni, numero, frequenza e pesantezza delle assenze per Covid, decisioni delle singole Ausl che scavalcano i protocolli federali, calendario spezzatino, rinvii e recuperi da piazzare di volta in volta da qualche parte e in qualche mese e incertezza su una formula che ancora prevede una seconda fase la quale, però, a marzo chissà… fa sì che il torneo possa diventare un terno al lotto.

Un campionato simile alla MotoGp di questa stagione, nel quale i favoriti della vigilia potrebbero trovarsi all’improvviso un Joan Mir di turno che fa saltare il banco sbaragliando la concorrenza.

Forlì spera di fare valere il suo ruolo di possibile testa di serie, ma già l’esordio nasce all’insegna dei punti interrogativi. Uno è legato all’avversaria, quella Top Secret Ferrara che potrebbe proprio recitare il ruolo di outsider, l’altro sono le condizioni fisiche dei biancorossi. «Abbiamo ripreso a lavorare mercoledì e la situazione nella quale ci troviamo è difficile da inquadrare: tra chi bene non sta e chi è uscito acciaccato dalla Supercoppa, i conti precisi li faremo solo prima di scendere in campo – afferma coach Dell’Agnello – conto di avere tutti a disposizione, la condizione di molti è precaria. Bruttini e Giachetti ci saranno, anche se il capitano non gioca da più di un mese. Lui e gli altri dovrò dosarli più sulla base delle loro condizioni effettive che sull’andamento della partita».

Roderick ha ancora l’anulare della mano destra dolorante «ma si è allenato e vedremo cosa potrà darci» allarga le braccia il tecnico senza però rinnegare l’impegno profuso alle Final Eight di Supercoppa. «Non mi pento di avere giocato sino in fondo per vincere, si va sempre in campo con questo obiettivo e a risparmiare qualcuno per evitare che poi possa essere stanco, non ci ho pensato. A costo di avere ora degli acciacchi, ho preferito vedere una squadra che sputava sangue, anche perché la Supercoppa ci ha dato certezze mentali e tecniche cui potremo sempre rifarci durante l’annata nei momenti difficili. In cinque gare vere abbiamo subìto 70 punti di media, bel segnale».

Una solidità da riaffermare oggi. «Quest’anno calcoli non puoi farne, devi pensare a vincere una gara dopo l’altra e basta, quindi sotto con Ferrara che vale uno dei primi cinque posti per l’ossatura del suo gruppo e due stranieri super per l’A2». Infine, verso il derby di domenica 29 a Ravenna si registra la disponibilità dell’Unieuro per un eventuale rinvio della gara contro l’OraSì.

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