Basket A2, sta arrivando la vera Unieuro

La vittoria che serviva abbinata al ko casalingo di San Severo, sconfitto per mano di Chiusi, riavvicinano decisamente l’Unieuro al settimo posto. Certo, la strada è ancora lunga (e per i forlivesi è un bene), lastricata di insidie come l’impegno di domenica quando al Pala Galassi arriveranno proprio i solidi e sorprendenti toscani e in attesa di Eurobasket-Scafati del 23 marzo, non tutti gli altri risultati hanno fatto l’occhiolino ai biancorossi, però la riscossa pare davvero essere iniziata.

Una marcia di riavvicinamento a posizioni più consone al valore dei ragazzi di Dell’Agnello, fatta inevitabilmente di piccoli passi in sequenza, perché solo così si può pensare che questi conducano alle leopardiane “magnifiche sorti e progressive”.

Sì, progressive: senza tabelle, una vittoria dopo l’altra che equivale a costruire un muro portante di una casa. I successi sono i mattoni, la fiducia che questi generano è la calce sulla quale si innesta il blocco successivo e permette che vi si attacchi saldamente. E così a salire, uno dopo l’altro.

È lo stimolo che deve muovere la formazione romagnola in tutti i prossimi e ravvicinatissimi impegni: domenica in casa contro Chiusi, mercoledì sul campo della Stella Azzurra. Due sfide da affrontare con energia e cattiveria agonistica, con lo spirito del secondo periodo e del finale di Osimo, i lati migliori di una Unieuro al solito altalenante, ma che finalmente ha dimostrato di sapersi compattare anche lontano da casa, nelle fasi decisive di un incontro.

Un buon segnale unito ad altri, come la ritrovata sostanza del pacchetto lunghi nella sua totalità, la personalità di un ragazzo del 2000 come Mattia Palumbo che, dopo avere commesso errori da mani ne capelli, reagisce e trova le due triple spacca-partita e anche la crescita del neo acquisto Kalin Lucas.

A proposito della “combo” di Detroit, dopo tre gare disputate con la casacca forlivese, si può iniziare a tracciarne un primo profilo. Non ancora un ritratto, ma un carboncino a contorni, però, già più delineati. Kalin Lucas viaggia a 17.7 punti di media, tirando con un sontuoso 58% da tre e un 10/10 ai liberi. In più le sue 3.7 palle perse sono compensate dai 3.3 assist che distribuisce: preziosi per una squadra che proprio nel rapporto assist-perse aveva uno dei suoi principali punti deboli.

Questo dato mostra la principale differenza tra lui e Kenny Hayes. Il secondo era un meraviglioso terminale, un uomo da isolamento per concludere con tripla o penetrazione a canestro con velocità da formula 1 contrapposta a Formula 3000. Lucas è meno rapido, ma può andare al ferro con più fisicità e tirare da fuori con uguale pericolosità. Con lui, Forlì ha quattro potenziali registi (Palumbo, Giachetti e Bolpin gli altri) e il trattamento di palla è migliorato. Di conseguenza, gli altri esterni possono avere più spazi per colpire da fuori e i lunghi migliori rifornimenti di palloni. Occasioni che starà a loro sfruttare. In tre match Lucas ha dimostrato di avere voglia di difendere e di saperlo fare pure bene sull’uomo. E questo non era prevedibile.

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