Basket A2, Rivali&Bedetti la coppia simbolo del progetto Rbr

Ci sono sempre stati, hanno sposato fin dagli albori il progetto della Rinascita. Eugenio Rivali e Francesco Bedetti, dall’estate 2018 quando il progetto Rbr prese forma per diventare presto una bellissima realtà, hanno centrato due promozioni, sono partiti dalla C Gold e hanno portato, da assoluti protagonisti, Rimini in serie A2. Un percorso incredibile, una sfida sul nascere accattivante e intrigante che col passare del tempo ha mostrato tutti i risvolti più belli e saputo ripagare il salto all’indietro di categoria. Due ragazzi semplici e genuini, con due caratteri totalmente diversi, accomunati dall’ambizione ed il desiderio, legittimo, di volersi giocare le proprie carte il prossimo anno in quella serie A2 conquistata sul campo con la canotta biancorossa.

Ragazzi, innanzitutto ancora complimenti. A distanza di qualche giorno avete realizzato la portata di questa promozione? Quali sono le vostre sensazioni?

Rivali: «A freddo la sensazione è ancora più bella, in questi giorni sto ripercorrendo nella mia testa tutto quello che abbiamo vissuto e mi rendo conto di quanto è stato bello il percorso, comprese le sue difficoltà. Dopo essere usciti l’anno scorso dai play-off con il 100% di vittorie a causa del Covid, un po’ di amaro è rimasto perché eravamo lanciatissimi, anche se poi nessuno può sapere come sarebbe andata a finire. Per chi c’era è stato un motivo ancora maggiore di soddisfazione, indubbiamente. Annata particolare, prima giocare con il palazzetto vuoto, poi il ritorno graduale al pubblico è stata una bellissima sensazione che ci ha aiutato e non poco, è stato un ritorno alla normalità che ha riconciliato giocatori e tifosi, e in un ambiente come quello di Rimini fa la differenza».

Bedetti: «Ho iniziato a realizzare quello che abbiamo combinato domenica notte, dopo la festa al Rockisland, quando verso le tre e mezza nell’albergo di Tommi (Rinaldi, ndr) ci siamo fatti uno spaghettino. Lì l’adrenalina è calata un pochino e ho provato una sensazione fantastica. Ad essere sincero ancora fatico a dormire un po’ la notte, mi sveglio e non riprendo più sonno, ma va bene così. Questo successo è stato tutt’altro che scontato, quando parti con l’obbligo di vincere o quasi e in più capiti in un girone di ferro come il nostro, la stagione può essere insidiosa. Invece ce la siamo guadagnata e meritata sul campo, siamo cresciuti esponenzialmente man mano che le difficoltà aumentavano, disputando dei playoff al limite della perfezione».

Siete gli unici due giocatori superstiti del primo gruppo che nell’estate del 2018 diede il la al progetto della Rinascita. Immagino una soddisfazione doppia questo traguardo per voi.

Rivali: «Sono davvero tanto tanto orgoglioso. Ho deciso di fare parte di questo progetto che si è creato dalla cenere di una passione che non è mai sopita nell’ambiente, Rimini è sempre stata una città amante del basket, mancava la fiammella che facesse ripartire il tutto. Quel pazzo di Davide (Turci,
ndr) era da tempo che sondava e gettava le basi per costruire il primo roster di questo progetto, probabilmente sono uno dei primissimi che ha sposato questa “rinascita”. Non so quanti altri avrebbero fatto la scelta di scendere dalla serie A2 alla serie C, però dopo quattro anni posso dire che è stata una scelta azzeccata che rifarei altre mille volte. L’obiettivo era ambizioso, per la C eravamo illegali, la B poi non è un campionato facile. In quanto ambiziosi e sognatori, tornando alle prime chiacchierate con Turci, c’era il desiderio di riportare Rimini in serie A. Poi tra il dire ed il fare ci passa di mezzo il mondo, per questo esserci riusciti è davvero pazzesco».

Bedetti: «Due promozioni in quattro anni, nel mezzo due campionati fermati per il Covid, niente male davvero come bottino. Il primo anno in C Gold non è stato per niente facile ad essere sinceri. Avevo l’ambizione di giocare in A2, ma di offerte che mi dessero stimoli importanti o che mi avessero fatto perdere la testa non ne avevo. Poi è arrivato questo progetto, bellissimo, al quale sinceramente era impossibile rinunciare, perché giocare nella mia città, poi con mio fratello e tanti altri amici per un progetto così ambizioso nell’immediata risultava una sfida intrigante. A livello professionale si è rivelata una scelta più che azzeccata, la società è stata super fin dall’inizio mettendo subito nero su bianco di voler fare le cose per bene e i fatti le hanno dato pienamente ragione».

Un’annata davvero impegnativa, lunga, con tante partite, e di livello molto alto. Partire per vincere non è mai facile, al netto delle sventure della stagione per un gruppo poi quasi del tutto nuovo. Quale è stata la chiave del successo?

Rivali: «La chiave del successo a mio avviso è stata la mentalità, in un campionato con un livello così alto è stata fondamentale, il nostro vero punto di forza. Eravamo consci della nostra forza, sapevamo cosa dovevamo fare e quale fosse l’obiettivo da raggiungere, abbiamo lavorato sodo ogni giorno focalizzati su quest’aspetto nonostante diverse difficoltà riscontrate lungo il percorso, dall’assenza iniziale di Tassinari a qualche mugugno durante la stagione quando si perdeva perché ci si riteneva invincibili. E’ stato tutto parte di un processo di crescita che ci ha forgiato, in un crescendo continuo che ci ha permesso di disputare un finale di stagione pazzesco».

Bedetti: «Ce ne sono diverse, ma se devo scegliere la chiave principale di questa promozione metto la qualità di questo gruppo al primo posto. Il tipo di persone che c’era nello spogliatoio ha fatto la differenza, anche chi è arrivato alla vigilia di questa stagione ha capito l’ambiente e l’importanza di essere squadra dentro e fuori al parquet. Siamo riusciti sempre a trovare il bandolo della matassa anche nei momenti più delicati, sinonimo di squadra vera che ci ha permesso poi di ottenere tutto questo».

Cosa ha portato un coach blasonato ed esperto come Mattia Ferrari a Rimini?

Rivali: «Ha portato etica, qualità e professionalità nel lavoro, tante cose davvero. Ha portato la sua esperienza all’interno della società, e in campo tutte le sue conoscenze tecniche. Ci ha inculcato la mentalità del lavoro quotidiano, è un martello quando si vince e quando si perde, cura i dettagli in maniera maniacale, penso che una fetta molto importante di questa vittoria del campionato sia sua».

Bedetti: «Non offendo nessuno dei precedenti se dico che Mattia Ferrari è stato il migliore allenatore che io abbia mai avuto. Un dispiacere non aver incrociato le nostre strade prima, mi è piaciuto tanto a livello umano perché è sempre stato trasparente con tutti, non ha mai nascosto niente al gruppo. Le scelte per il bene della squadra, questo prima di tutto. Sono cresciuto tanto, mi sono messo a disposizione e ho tratto giovamento dal suo modo di vedere la pallacanestro».

Adesso è ancora tempo di festeggiamenti. Ma l’anno prossimo, che succede?

Rivali: «Adesso pensiamo a festeggiare, non so che tipo di scelte farà la società. Certo che mi piacerebbe restare, sarei felicissimo, rimettermi in gioco in una categoria dove comunque ho giocato, che conosco. Alla luce della stagione disputata penso di poter dire ancora la mia, magari mettendomi in discussione in un ruolo anche diverso a fianco dei giovani. Adesso festeggiamo poi ci sarà tempo di parlare con la società, i matrimoni si fanno sempre in due»

Bedetti: «A me farebbe piacere fare la A2, ancora di più a Rimini, è innegabile. Ho un gas dentro inimmaginabile, adesso godiamoci ancora qualche giorno di festa, poi nelle prossime settimane discuterò con la società, ne parleremo insieme anche per capire le loro intenzioni».

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