Basket A2, Rimini, che feeling col tifo: gli abbonamenti sono quasi 700

Un esordio migliore, di fronte al proprio pubblico e come ulteriore spinta a una campagna abbonamenti che sta già andando a gonfie vele (quasi 700 le tessere sottoscritte), non poteva davvero esserci.
La Rinascita ha battuto l’OraSì Ravenna in Supercoppa in maniera quasi clamorosa: è vero che c’è differenza tra i due roster e che la squadra di Lotesoriere era ancora senza il centro titolare americano, ma a parte che mancava pure Tassinari a RivieraBanca, si è notata una differenza anche di ritmo, di intensità e di idee notevole fin dalla palla a due.
«Il coach ci aveva chiesto di essere intensi dal primo all’ultimo minuto per sfruttare al meglio queste partite per migliorare la chimica di squadra e conoscerci meglio – analizza Davide Meluzzi -. Una vittoria così ripaga, secondo me, anche tutto lo sforzo che abbiamo fatto in preparazione».
È un Batman diverso, quello che stiamo ammirando sino a qui. Diverso dalla ‘combo-guard’ vista a Chieti, dove spesso era anche il principale terminale offensivo e dove, sovente, un pick&roll tra lui e il lungo finiva con una bomba. Le consegne di Ferrari, del resto, sono precise.
«Assolutamente sì, il coach mi ha chiesto cose diverse, ma sono venuto qua anche per questo, per migliorare il mio gioco a 360 gradi – dice il numero 4 biancorosso -. Play sono e play sarò sempre, poi posso anche fare qualche minuto da guardia ma secondo me ciò che devo fare a Rimini c’entra molto di più con il mio modo di giocare, perché in passato mi si chiedeva di essere un realizzatore e poco altro, invece il coach vuole che io pensi di più, che difenda duro, che metta in moto i compagni non rinunciando ai tiri da prendere. Sono che servirà tempo per la metamorfosi, ma ci lavoro con fiducia, convinto che verranno fuori tante soddisfazioni».
Mentalità giusta, da vincente, così come quella di una squadra che (a giudicare dalle prime uscite) vale di più della salvezza tranquilla sbandierata dalla società come obiettivo al ritorno nel campionato di A2. O no? «Penso che siamo in buone condizioni fisiche, ci stanno alcuni piccoli problemi, all’inizio si spinge tanto, privilegiando la quantità alla qualità – dice il classe ’98 prodotto del vivaio Crabs -. Personalmente non mi piace fare ranking o metterci in un’ipotetica classifica, dobbiamo solo lavorare e dare tutto quello che abbiamo. Alla fine guarderemo dove siamo».
Le migliori del campionato? «Secondo me Udine è sempre in pole-position come da anni a questa parte, sicuramente la Fortitudo e anche Forlì, al di là della sconfitta subita mercoledì contro Cento». Domani i biancorossi a Forlì (ore 20,30) giocheranno l’ultimo incontro di Supercoppa. Al turno successivo passa la vincente del girone (Cento) e la miglior seconda dei sette gruppi.

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