Basket A2, OraSì Ravenna ancora al Pala de Andrè, ma con profilo basso

Il silenzio rumoroso sulla questione societaria, anche se da mesi si sapeva che Roberto Vianello era al passo d’addio e ci sarebbe stata Unigrà dietro al nuovo sodalizio che ne avrebbe rilevato la gestione, e la convocazione con sole 24 ore di anticipo della conferenza stampa tenuta 48 ore fa da Giorgio Bottaro non promettevano certo rose e fiori da spargere sulla strada della prossima stagione, e così puntualmente è successo. Certo, la necessità di reperire almeno 200.000 euro entro il mese, in particolare in una piazza sempre restia ad aprire le tasche per lo sport, è una sorta di spada di Damocle che grava sulla nuova passione cittadina per la palla a spicchi, ma a mente fredda si possono trarre indicazioni confortanti anche da un panorama apparentemente allarmante.
A2 al De Andrè
Le sensazioni finali? L’OraSì continuerà comunque a giocare in A2, cosa che ad esempio nella vicina (e spendacciona?) Ferrara non è ancora sicura. E lo farà al Pala De Andrè, senza costringere il suo pubblico alle trasferte al comunque assai ospitale e portafortuna, a parte la sfida con quella Cantù che almeno fino a ieri sera non ha mai convinto nei play-off, Pala Cattani. Quindi, a meno di disastri imprevisti, l’A2 si farà, ma allora il significato della conferenza? Bottaro ha voluto avvertire subito i naviganti: niente sogni di gloria, leggi semifinale play-off in una stagione nella quale, però, per stare dalla parte dei bottoni
era stato fissato solo l’obiettivo di una salvezza tranquilla per una squadra che invece non poteva essere più in basso del sesto posto del ranking iniziale, ma sano realismo. E, di conseguenza: con i 200.000 in arrivo ma budget comunque inferiore ad un anno fa si andrà per una tranquilla salvezza, senza quei soldi invece mantenere la categoria sarà più complicato.


Tifosi avvisati, eccetera eccetera

Pala De Andrè: costa troppo e non è una novità. E’ intervenuta però la Sapir, citata nella nuova fondazione, per coprire i costi aggiuntivi in attesa della nuova gestione e, molto probabilmente, spese minori. E’ già qualcosa. Anzi, parecchio, come cantava Jannacci.

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