Basket A2, OraSì: Lotesoriere ha già eguagliato Martino

Lo manda Antimo Martino, è vero. Ma Alessandro Lotesoriere ha ampiamente dimostrato, nella sua stagione di esordio come head coach in A2, di sapere camminare da solo. Anzi, di correre, perché contro ogni pronostico ha portato il Basket Ravenna a eguagliare il miglior risultato della sua intera storia: la semifinale dei play-off. Affiancando in questo senso proprio Martino, altro motivo di orgoglio (reciproco, c’è da giurarlo) per la coppia molisano-pugliese.

Pochi dubbi

In realtà, almeno da queste parti grafiche, non c’erano dubbi sul fatto che Lotesoriere, per come si presentava la stagione giallorossa dentro e fuori dal parquet, fosse l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto. Provvidenziale, quindi, l’imprimatur di Giorgio Bottaro, un altro che è tornato dove sta bene e dove soprattutto deve stare, quando i nomi in ballo erano diversi e la vecchia dirigenza stava dirigendo lo sguardo altrove. Lotesoriere ha messo a posto ogni tassello, sfruttato un mercato necessariamente non trascendentale economicamente ed ha dato una mentalità solida a una OraSì che ha scavalcato anche ostacoli importanti come il ko di Oxilia. Senza troppa fortuna perché era stato raggiunto l’accordo con Raucci, che sarebbe stato il sostituto ideale per le sue capacità difensive e che invece poco prima di arrivare è sfumato improvvisamente per Covid e soprattutto complicazioni. Si è virato sul concreto Benetti, ma tatticamente non era la stessa cosa.

Eppure, ecco l’OraSì in semifinale, con merito (farsi portare da Torino a garacinque non sarebbe stato giusto, per quanto si è visto) e magari un po’ di buona sorte avendo evitato l’accoppiamento con Piacenza che sta dimostrando di essere una mina vagante. Ravenna in semifinale, senza pressioni e soprattutto contro un’avversaria ancora una volta che ha fatto la storia della pallacanestro italiana: nel 2017 addirittura la Virtus Bologna, ora Cantù.

Sfida storica

Tra il 28 maggio e il 2 giugno 2017, una OraSì dei miracoli che aveva già in mano gli scalpi di Fortitudo e anche Virtus (regular season, 77-90 a Bologna) raggiunse quindi le semifinali contro i bianconeri, favoriti plebiscitari per il ritorno in A1 che infatti centrarono puntualmente. Bologna vinse 3-0, ma Ravenna fece tutto il possibile e in garauno andò anche al riposo sul +8 prima dell’inevitabile rimonta avversaria, guidata da gente di peso come Lawson, Rosselli, Spissu e Ramagli in panchina. Era l’OraSì di Tambone, Marks e Smith, adesso le facce sono diverse ma è difficile affermare che questa squadra è migliore rispetto a quella plasmata da Martino.

Dopo quella esperienza eccezionale, Ravenna è uscita nei play-off successivi contro Capo d’Orlando agli ottavi, poi la sfortunata parentesi Covid e un anno fa la sfida emozionante persa in volata contro Tortona, poi sbarcata nella massima serie.

Ora, Cantù, squadra nella storia italiana anche se avrà molto meno fascino salire nella moderna arena di Desio invece che nella tana del Pianella, fortino inespugnabile costruito sulla collina di Cucciago, per anni casa infuocata dal tifo della tri-scudettata formazione di Marzorati, Recalcati e compagnia cantante. Il pronostico è contrario, anche se non è lecito sapere in quali condizioni fisiche rientrerà Bryant, uomo forte della San Bernardo. Ma proprio questo è il bello, perché l’OraSì da sabato andrà a giocarsela senza pressioni e a cuor leggero. Ma non senza dare il 101%, perché altrimenti uno come Cinciarini che si esalta in certi contesti e palcoscenici potrebbe prendere tutti a schiaffi. Ma sempre dopo l’esigente coach Lotesoriere, uno che a questo punto deve solo aspettare la definizione del sofferto dopo-Vianello per firmare il rinnovo. Fino al 2024, magari. Perché ha dimostrato anche agli scettici di poter camminare da solo. Anzi, di correre. E correre tanto forte.

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