Basket A2, OraSì, la rabbia di Vianello: «Non si doveva cominciare»

Domani si alzerà ufficialmente per l’OraSì Ravenna il sipario sul campionato di A2 chiuso anzitempo la primavera scorsa con la squadra che era in testa alla classifica e con la società tutta protesa a consolidare il lavoro svolto negli ultimi anni. Ripartita con un nuovo progetto, quella che doveva essere a tutti gli effetti la prima stagione post-Covid, si sta rivelando in realtà solo il prolungamento e l’organico domani sarà privo di alcuni elementi.

Per fare il punto sull’attuale situazione, arrivano le parole del presidente giallorosso Roberto Vianello. «Non nascondo che sono molto contrariato nel dovere iniziare in questo modo il campionato. Sentirmi dire che altrimenti avremmo potuto perdere le sponsorizzazioni, la ritengo una bufala colossale: evidentemente esistono degli interessi diversi che non conosciamo, ma iniziare una competizione che sarà per forza falsata la ritengo una grossa ingiustizia. In effetti se la scorsa settimana Forlì, vista la situazione clinica ravennate aveva acconsentito molto sportivamente a rinviare la sfida, la Stella Azzurra non ha accettato la stessa proposta e la cosa mi ha lasciato perplesso».

Dalla ripresa dell’attività e stiamo parlando del mese di agosto, quali sono stati gli aspetti più gravosi da fronteggiare?

«Il dato più rilevante è che in questo periodo, più che programmare, abbiamo dovuto subire, anzi stiamo subendo le decisioni altrui: non c’è pubblico sugli spalti, non esistono gli abbonamenti, quindi è chiaro che vengono a mancare gli introiti».

Vianello aggiunge. «Occorre dare il giusto merito a tutto il nostro staff che ha fatto di tutto per permettere la continuazione dell’attività, ma è fuori di dubbio che la situazione attuale e generale sia estremamente gravosa».

In questo periodo diventa difficile parlare di basket giocato, tanto che il presidente, in ossequio al detto popolare che “la lingua batte dove il dente duole”, torna nuovamente sulla situazione che lo fa soffrire. «Il campionato adesso non doveva nemmeno iniziare, rinviandolo magari a dopo le festività quando la situazione sanitaria sarebbe stata più contenuta e magari si sarebbe potuta avere anche la partecipazione di una quota di pubblico. Adesso stiamo vivendo una situazione paradossale e penso che qualcuno dovrà dare una risposta a tutto questo in fretta e con i fatti».

Per quanto riguarda la parte prettamente sportiva, il massimo dirigente conclude il suo pensiero senza però perdere nella battuta finale il suo spirito battagliero. «La squadra partirà domani pomeriggio (oggi, ndr) e io non avrò nemmeno la soddisfazione di seguirla, però conto nella grinta e nel carattere dei ragazzi che sono certo non lasceranno nulla d’intentato per tornare a casa con la vittoria».

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