Basket A2, OraSì: a Fabriano la partita del cuore di Cinciarini

La carta d’identità dice che ha 38 anni ma per Daniele Cinciarini le motivazioni sono sempre quelle di quando ventunenne giocò proprio con la maglia di Fabriano, avversario domenica prossima della sua Orasì. «Sarà sicuramente una partita dalle emozioni e sensazioni particolari – conferma – perché ho iniziato la mia carriera proprio lì in A2, disputando tre anni importanti che mi hanno portato nel giro della nazionale e a firmare un contratto triennale con Roma, a quel tempo acerrima rivale di Siena nella lotta per lo scudetto. Quindi è stato un trampolino di lancio per me e seppure non sia più la stessa società, Fabriano Basket resta sempre nel mio cuore».

Una rivale affrontata in preseason quando non c’erano in palio i due punti. «Sì, è vero che abbiamo giocato due amichevoli contro di loro, per cui possiamo dire di conoscerli abbastanza, ma da allora sono cambiate tante cose e sebbene gli americani siano il motore trainante della squadra dopo l’inserimento di un giocatore d’esperienza come Santiangeli, il gruppo di italiani è di buon livello e siamo assolutamente certi che pur giocando a Osimo sarà per noi una gara molto complicata».

Come si sente ad essere passato da puro terminale offensivo a fare tante cose diverse in funzione della squadra? «L’anno scorso il gioco era molto incentrato su di me e sugli stranieri, mentre quest’anno già dalle prime partite le squadre si sono adattate e ho spesso due uomini addosso, per cui reputandomi, cestisticamente parlando, un giocatore intelligente, cerco sempre di fare la cosa giusta al momento giusto. Il ruolo di capitano poi mi stimola parecchio ad essere un punto di riferimento per una squadra che a parte me e Gazzotti, ha una età media molto bassa».

Ravenna ha un head-coach debuttante a questi livelli che già conosceva ai tempi della Fortitudo, cosa dire di lui? «Lotesoriere, che ho conosciuto in Fortitudo come assistente di Antimo Martino, è un allenatore con tanta voglia di lavorare e di fare bene e il nostro rendimento è anche merito suo. È un tecnico calmo che però quando c’è da arrabbiarsi si arrabbia e lo trovo anche molto preparato a spiegarci tanti dettagli fin dalle riunioni video. Questa esperienza e i due anni a Bologna e Reggio Emilia in A1, sono sinceramente convinto che gli potranno consentire una bella prospettiva di carriera».

Il ritorno al Pala De Andrè è coinciso con quello dei tifosi. «È stato bellissimo ritrovarsi a giocare davanti a tanta gente. Ora è veramente un’altra cosa, specie per me che amo tantissimo creare un legame con loro, ben sapendo che possono trasmetterci tanta energia».

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