Basket A2, la Supercoppa non ha bocciato solo l’Unieuro

È stata la Supercoppa delle sorprese, da quelle negative come l’Unieuro che in tre partite ha totalizzato tre sconfitte, ma anche Verona, Cantù eliminate, a quelle positive e insospettabili alla vigilia. Ad accedere alle Final Eight di Lignano Sabbiadoro, infatti, sono state formazioni che sulla carta dovrebbero lottare nelle retrovie come San Severo, ma anche Casale Monferrato, la neopromossa Chiusi e la stessa Cento che ha vinto il girone rosso delle romagnole facendo l’en plein di successi.

Cosa significa?

Essenzialmente che è basket di settembre e che tante squadre, a partire dalle teoriche big, devono ancora trovare gli automatismi, ma è vero anche che nei due gironi il livellamento è estremo. Si era già visto, specialmente nel raggruppamento di Forlì e Ravenna, ma ora si può dire di più. Si può affermare che potrebbero esserci molti più pericoli nascosti all’angolo di ogni giornata per chi è investito dei favori del pronostico.

Unieuro avvisata, quindi, meglio saperlo sin d’ora e coach Sandro Dell’Agnello lo ha toccato con mano rendendosi pienamente conto di quali siano, in questo momento, i limiti del suo gruppo. L’auspicio è che siano difetti di crescita e non strutturali, perché ai primi si può porre rimedio, ai secondi è più difficile.

Le difficoltà maggiori

Quali sono? Difensive su tutte, perché le amnesie, la tenuta debole sull’uno contro uno e debolissima sul cosiddetto “lato debole”, impongono un lavoro certosino non solo sui movimenti e i meccanismi, ma anche sull’attenzione dei singoli.

C’è, però, anche altro: la palla si muove poco in attacco, a rimbalzo Forlì è andata sotto sia con Cento sia, pesantemente, con Ferrara e la dimensione di Jeffrey Carroll è ancora tutta da trovare.

È senza dubbio prematuro dare giudizi, ma se l’ala della Virginia si dimostrasse prettamente uno specialista del tiro da fuori, ne conseguirebbe un eccesso di prevedibilità. Anche in considerazione delle caratteristiche più perimetrali che lo stesso Pullazi sta evidenziando.

Due settimane di lavoro, per fare crescere Carroll (anche in difesa) e la squadra con lui e ci si possa augurare con Hayes fisicamente a posto, ora sono fondamentali.

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