FORLI’ – Nella sua carta d’identità c’è scritto “Riccardo Bolpin, nato a Mestre il 9 febbraio 1997, professione jolly del parquet”. Ciò che non c’è scritto del nuovo acquisto dell’Unieuro presentato ieri nella sede della ditta “Casadei&Pellizzaro” è che «ha una faccia, una testa e un’esperienza cestistica tra Europa, serie A e A2 che dimostrano un’età ben superiore a quella effettiva».

Parola del presidente biancorosso Giancarlo Nicosanti, che proprio sulle attitudini non solo tecniche, ma caratteriali «al gioco di squadra e alla serietà da dimostrare quest’anno più che mai anche fuori dal campo» ha voluto impostare la squadra affidata alle mani di coach Sandro Dell’Agnello. Una Unieuro che domani alle 18.30 a Santarcangelo farà il suo debutto in amichevole a porte chiuse con RivieraBanca Rimini. «Poco più di un allenamento, siamo in super rodaggio» ammette il tecnico che da ieri mattina può finalmente contare sulla presenza in palestra di Terrence Roderick (negativo al tampone, positivo alle visite di idoneità sportiva), ma un momento attesissimo dai giocatori che non disputano un cinque contro cinque da fine febbraio.

Bolpin non lo nasconde ammettendo di non vedere l’ora di ricominciare e presto Forlì potrà scoprire di lui cosa c’è dietro un curriculum che parla di vittoria della Fiba Europe Cup con Venezia, tante esperienze con le squadre azzurre giovanili e con Agropoli, Recanati, Pistoia e Latina (9 punti di media e il 44% da tre) in campionato. «C’è un ragazzo che sì, può essere un jolly perché ha fatto esperienze in tanti ruoli diversi, ha giocato persino play a Recanati e considera una fortuna e un vantaggio potere coprire più posizioni – si descrive Bolpin stesso – Certo, devo ancora migliorare in tanti aspetti come la gestione dei possessi e il ball handling, ma sono pronto a soddisfare tutte le richieste del coach in una stagione che per me è molto importante. Il mio obiettivo è tornare in A e ritengo Forlì il posto giusto per raggiungere questo obiettivo».

Basta domandare a Bolpin quali siano i suoi modelli e la risposta «Dimitris Diamantidis e Luca Vitali», ossia due play di taglia extralarge per il ruolo, dimostra quali siano le qualità e le aspirazioni del 23enne biancorosso partito col calcio, «ma presto passato al basket su consiglio di mio padre Luca, anch’egli cestista, scoprendo che mi divertiva e mi diverte tuttora».

Di Lui Sandro Dell’Agnello dice che «ha le potenzialità per crearsi un grande futuro, ma ha già un ottimo presente dalla sua», di certo l’Unieuro potrà contare su una mira precisa dalla distanza e sull’abitudine a giocare con Roderick e Rush, suoi compagni rispettivamente ad Agropoli e Recanati. «Ci ho giocato anche tante volte contro, ma T-Rod ad Agropoli ci fece vivere una stagione strepitosa. Ora, poi, è anche molto più maturo. Sono felicissimo di averli ritrovati».

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A2 girone Rosso

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Pallacanestro 2.015

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