Basket A2, l’OraSì prende tutti a…Gazzotti

Per chi conosce il gioco del Risiko, l’OraSì ha messo l’ennesima bandierina anche sopra la casella di Frosinone ovvero il “territorio” della Stella Azzurra Roma conquistando la quinta vittoria consecutiva. Visto che ogni giocatore mette il proprio mattoncino, domenica è salito sul podio Giulio Gazzotti, con 8 punti e 9 rimbalzi. L’OraSì è una squadra sempre capace di uscire dai momenti di difficoltà con la grande determinazione del gruppo, come spiega l’ala bolognese. «La Stella Azzurra si presentava come un avversario temibile, forte della sua fisicità e del suo dinamismo oltre all’entusiasmo di una squadra giovane con due giocatori di riferimento come Jackson e Marcius. E infatti ha giocato un’ottima partita nei primi due quarti dove ci ha messo veramente in difficoltà con un ritmo molto alto, poi noi siamo riusciti a cambiare marcia continuando così fino al termine».

Ottenendo una vittoria che il punteggio e l’andamento della gara non possono mettere in discussione. «Abbiamo giocato meglio di loro nell’arco dei 40 minuti, anche se il +22 non esprime la reale differenza fra le due squadre. Per noi è stata una vittoria importante soprattutto in chiave futura perché comunque la Stella Azzurra si assesterà in una posizione di metà classifica».

Nonostante le dichiarazioni prudenti dello staff tecnico, un primo traguardo è stato raggiunto, ovvero la Final Eight di Coppa Italia, avendo già matematicamente ottenuto il primo o il secondo posto al termine del girone di andata. «Un obiettivo che non avevamo all’inizio dell’anno – confessa Gazzotti – però sappiamo tutti che gli obiettivi possono cambiare durante la stagione. Noi siamo stati bravi in queste prime dieci giornate, la Coppa è un bel traguardo per la società, la squadra e i nostri tifosi».

Nove vittorie su dieci è un bel bottino anche se Gazzotti con Tortona aveva vinto 13 gare consecutive. Ma i primi cento giorni ravennati di Gazzotti sono estremamente positivi. «Non avevo dubbi sull’organizzazione della società giallorossa e devo dire che mi sento veramente a mio agio, perché in poco tempo si è creato un ambiente sereno che puntualmente si manifesta nei risultati che otteniamo tutte le domeniche. D’altronde, lavorando bene le cose riescono altrettanto bene e quindi siamo in un momento in cui non ci spaventa niente».

Tornando al campionato, massima attenzione alla partita di domenica contro Chiusi che servirà all’OraSì per allungare la serie positiva prima dei due scontri con Scafati e Forlì. «Chiusi è una squadra forte della posizione che ricopre in classifica e che ha punti di riferimento importanti. Se riuscissimo a batterla, potremmo presentarci a Scafati con maggior tranquillità. Forse i campani sono più forti di noi e hanno obiettivi diversi dai nostri, ma la nostra pallacanestro è dura per tutti gli avversari».

Kenny Hayes è tornato ad allenarsi ieri con i compagni di squadra. È questa certamente la migliore notizia possibile per l’Unieuro, che non ha più potuto contare sulle prestazioni, in gara e in palestra, della propria guardia statunitense dallo scorso 16 novembre, ossia dal primo allenamento post vittoria su Scafati.

Ovviamente si è trattato di un ritorno graduale, Hayes non ha sostenuto la seduta per intero, ma in progressione potrà aumentare il ritmo e giocare domenica a Guidonia con l’Eurobasket. Gara nella quale mancherà Lorenzo Benvenuti, il consulto sul cui ginocchio ha confermato la prima diagnosi. Il centro avrà bisogno di altre tre settimane di riposo per poi essere al 100% presumibilmente a inizio febbraio.

Ecco perché proseguono i sondaggi sul mercato anche se le piste sono complesse: da quella per Luca Campani (servirebbe un garantito, possibile solo trovando poi una soluzione alternativa per Rei Pullazi) a quella per Marco Maganza, aggregato alla Fortitudo e più vicino a Udine che alla Romagna. A meno che, approdando in Friuli, non si liberasse Michele Ebeling. E.P.

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