Basket A2, caso-Hayes: il Coni dà ragione all’Unieuro che riavrà il visto per il mercato

Vade retro? No, torna indietro. È il visto extracomunitario speso da Pallacanestro 2.015 e Cantù per firmare in estate Kenny Hayes e Robert Johnson e che, dopo la forzata rinuncia ai due atleti statunitensi non intenzionati a vaccinarsi e non in regola con le norme sul super green pass ora in vigore nello sport dilettantistico, era diventato come una carta già gettata sul tavolo da gioco. Impossibile riprenderla in mano per scartarne idealmente un’altra. Impossibile… fino a parere contrario.

Quello del Coni, che di fatto ha cambiato le regole della partita, constatando e sancendo la straordinarietà del momento e della vicenda. La sua presa di posizione, richiesta formalmente dalla Fip in seguito alle istanze presentate dalle società, è vincolante e ha quindi portato quest’ultima a riassegnare ai due club il visto “bruciato” dalla scelta dei due atleti no-vax. Adesso, quindi, Forlì e Cantù potranno scegliere i sostituti di Hayes e Johnson non più solo nella ristrettissima cerchia di americani tagliati da altre squadre di A e A2 o di giocatori con passaporto europeo: potranno riaprire lo sguardo, e le trattative, al mondo intero. Va da sé che questo cambia tutto.

La decisione

Ore 9.36 di ieri: sulla pec della Pallacanestro 2.015 arriva la mail tanto attesa a firma del segretario generale Maurizio Bertea: “Ad esito del parere del competente ufficio del Coni, alla società è riconosciuta la possibilità di utilizzare un visto ulteriore per il tesseramento di un atleta extracomunitario”. Ecco il testo che chiude un percorso che romagnoli e canturini avevano avviato assieme il 10 gennaio, non appena le norme nazionali avevano reso impossibile far allenare e giocare atleti non in possesso di green pass rafforzato.

Il Coni riconosce che il visto utilizzato in estate in presenza di un diverso quadro normativo legato al Covid, è da considerarsi perso per motivi di forza maggiore. Esplicitamente, «il susseguirsi delle normative ha reso di fatto la prestazione sportiva ineseguibile in modo definitivo per causa non imputabile alla società sportiva». Il visto d’ingresso è recuperabile, anche perché per quest’anno si è lontani al tetto dei 208 complessivamente assegnati al basket (siamo a 180).

La battaglia

Forlì e Cantù avevano richiesto da tempo alla Fip quanto ottenuto ieri. Ora esultano. «È stato un lavoro lungo, silenzioso e certosino fatto assieme per porre rimedio alla conseguenza ingiusta e al danno arrecatoci da un provvedimento nazionale che in sé non contestiamo, ma che è stato firmato ed è diventato operativo a campionato in pieno svolgimento – afferma il presidente Nicosanti -. Questo ci ha costretto a una rinuncia forzata, minando l’equità competitiva rispetto alle altre formazioni».

La Fip aveva chiesto al consiglio direttivo di Lnp di esprimersi al riguardo e il 14 gennaio, da una riunione d’urgenza, era giunto il «no» alla richiesta delle società. «Ci è stato obiettato che per atleti squalificati per doping non si riassegnano visti, che si doveva prevedere prima la possibilità, che si sarebbe falsata l’equità competitiva e che, così, si sarebbe creato un precedente – ricorda il giemme Renato Pasquali – ma il “caso” è ben diverso, anomalo, nuovo e la norma non era all’orizzonte quando i contratti furono firmati, con Hayes dichiaratosi, in agosto, pronto a vaccinarsi. Nonostante questo abbiamo insistito e il Coni ha riconosciuto che eravamo stati penalizzati da uno stravolgimento normativo».

Il futuro

Adesso l’Unieuro riallarga l’orizzonte della propria scelta. «Ci spiace che in Lega sia prevalso l’interesse particolare su quello più generale, la nostra non è un’eccezione che farà sempre regola – ammette Nicosanti -. Ora abbiamo più margini di manovra, ma non abbiamo fretta. Vogliamo sostituire degnamente un giocatore come Hayes, quindi potremmo aspettare anche alcune settimane per fare la scelta migliore per il momento decisivo della stagione. Intanto, con il recupero di Benvenuti e l’innesto di Rush e Pazin, la squadra resta forte e può vincere anche così».

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