Basket A2 girone Rosso, Unieuro: un mix di energia e rabbia

Il primo ostacolo è stato superato. Con sofferenza, ma anche con tenacia e consapevolezza dei propri mezzi. L’Unieuro si tiene stretta la vittoria a Rieti e fa bene a farlo perché in un campionato nel quale le variabili impazzite sono tantissime e gli imprevisti sempre dietro l’angolo, riuscire a lavorare senza troppi intoppi in settimana e a giocare a pieno organico conta immensamente e porta a considerare ogni successo conquistato come un mattone prezioso nella costruzione di un edificio il cui tetto lo si vedrà solo in tarda primavera.

Siamo ancora in una fase embrionale della stagione, nella quale il calendario gioca anche un ruolo non minimale. La Kienergia, ad esempio, aveva già due gare in più nel serbatoio rispetto all’Unieuro e, quindi, era prevedibile potesse avere più energia nelle gambe. Si è visto, ma il merito dei biancorossi è stato quello di farlo palesare solo a tratti e, soprattutto, di renderlo ininfluente nel finale. Certo, Forlì ha una panchina più lunga e questo non lo nega nessuno, ma la stretta nel momento clou del match fatta di energia, determinazione agonistica, quasi rabbia, prescinde da quanti uomini puoi ruotare. Se c’è, è insita nella mentalità dei giocatori e del gruppo e l’Unieuro ce l’ha eccome.

In più ha Roderick che è capace di rivoltare le partite come un calzino tolto dalla lavatrice, ma anche la sua prepotente accelerazione finale deriva dalla difesa di squadra e dal contributo fornito, anche offensivamente dai compagni.

Gli alfieri di “T-Rod”

E meritano una segnalazione anche Erik Rush e Nicola Natali.

Del primo i siti specializzati hanno detto per tutta l’estate che rischiava di pestarsi i piedi con “T-Rod”. I fatti stanno dimostrando il contrario.

Rush può solo beneficiare della presenza del tuttofare di Philadelphia che sa esaltarne lo spirito contropiedista, le doti atletiche, il tiro dalla distanza. Il resto, poi, lo sta facendo “lo svedese” di proprio pugno, con la sua presenza immanente a tutto campo e una difesa che ha reso Dalton pepper totalmente inoffensivo.

E se si parla di difesa, un encomio va a Nicola Natali, che a questa aggiunge anche affidabilità sugli scarichi (vicino al ferro e sul perimetro), ma che fa della capacità di appiccicarsi a chiunque la propria forza. Ha iniziato incollandosi a De Laurentiis, poi è passato su Taylor, quindi su chiunque passasse a tiro, persino sul magazziniere di Rieti. Due domeniche fa ha cancellato Sorokas, quindi lo stesso Taylor. Ora gli toccherà Charles Thomas nel big match con Scafati. Sarà il duello chiave? Forse no, la sfida si vincerà sulla continuità, aspetto su cui Forlì può ancora crescere.

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