FORLI’ – Ultimo domicilio conosciuto: Pala Galassi, 16 febbraio 2020. Sembra trascorsa un’era da quell’Unieuro-Roseto dopo il quale la stagione è andata in archivio. Domenica 6 settembre, però, proprio dal palasport di via Punta di Ferro inizierà l’avventura della nuova Forlì e i decibel dell’attesa tra giocatori e tifosi (ancora non ammessi agli allenamenti) salgono di ora in ora. Sarà una lunga preparazione, piena zeppa di incognite, ma capitan Jacopo Giachetti, alla terza stagione in biancorossi, freme.

«Anche se ci siamo già ritrovati a luglio in palestra tra vecchi e nuovi compagni di squadra e ognuno di noi ha fatto e svolge ancora tanto lavoro individuale per non iniziare da zero la preparazione e affrontarla poi con gradualità, il fatto di ritrovarci al palazzetto tra una settimana mi riempie di gioia: è passato troppo tempo, la voglia di rivivere l’atmosfera dello spogliatoio e il clima del lavoro, è immensa». Bisognerà stare attenti a mille dettagli, però. I protocolli anti-Covid condizioneranno il lavoro? «Per forza, ma dovremo seguire le regole con grande scrupolo, comportandoci responsabilmente dentro il campo, ma ancora di più ogni giorno a casa. Siamo una squadra di persone esperte e intelligenti, oltre che di ottimi atleti, sono certo che così sarà e credo che questa prova ci servirà molto: impareremo immediatamente ad avere fiducia l’uno nell’altro, sarà un modo per fare squadra e dimostrarci un gruppo unito, praticamente da subito».

Già, la squadra: più conferme rispetto alle estati scorse e la sensazione di avere «alzato l’asticella dall’anno scorso» come ammette lo stesso capitano. «La strada non sarà nuova, è tracciata dal fatto che lo staff non è cambiato a parte Alberto Serra, cui auguro il meglio per la sua avventura da head coach a Faenza perché se lo merita. Sulla carta siamo un’ottima squadra che deve rispettare chiunque ma non temere nessuno. Siamo nel girone con Napoli e Scafati? Va bene, noi puntiamo a vincere contro chiunque e non penso proprio che abbiamo qualcosa in meno di loro. Il talento non ci manca di certo, l’esperienza neppure e ora dobbiamo solo ricreare quella splendida atmosfera che regnava lo scorso campionato e che ci ha sempre permesso di uscire uniti da ogni difficoltà».

Un termine per definire la nuova Unieuro? Giachetti lo tira fuori dal taschino. «Una squadra d’impatto – afferma -. Se creiamo una base solida dietro, poi in attacco potremo sfruttare una fisicità che per l’A2 è superiore alla media».

Lo sguardo è già volto al campionato e il capitano ha un pensiero fisso. «Giocare davanti ai nostri tifosi, perché a porte chiuse non si parte nemmeno. Sono ottimista, ma bisogna che la gente si dimostri responsabile. Basta poco, si chiede solo attenzione, non sacrifici».

E gli abbonati
possono chiedere
il rimborso

Il raduno dell’Unieuro si avvicina, ma l’incertezza su quanti tifosi potranno assistere alle sue gare pesa anche sulle casse societarie. Il club, però, ha deciso di venire incontro agli abbonati. Chi volesse richiedere i voucher a rimborso delle 4 gare non godute, fino al 4 settembre avrà una finestra per farlo. Il presidente Giancarlo Nicosanti ringrazia «i tifosi che finora non hanno chiesto il rimborso perché anche loro hanno fatto un sacrificio. Come noi soci che abbiamo azzerato i debiti della passata stagione, facendo uno sforzo economico molto più importante di quello previsto anche per costruire una squadra competitiva, pur nelle incertezze del momento, ma la città merita una squadra d’alto livello».

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